CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876
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    Anno II
    Mercoledì 27 Dicembre 1876
    IV. 104
    PREZZI D' ABBONAMENTO
    inno . . Semestre . trimestre. Ilio mese .
    L 9 » «
    i 3
    1.85
    Per 1' Estero aumento delle spese postali
    Un numero separato costa cent 5
    Essendo stata chiusa la tipografìa per la ricorrenza del IN"atale, oggi esce il Corriere in mezzo focj-lio.
    LA CRISI MUNICIPALE
    Ora che lo scioglimento del nostro CmsigJio comunale è entrato nell' ordine de? fatti compiuti, noi usciremo da quella riserva, di cui fin qui per ragioni , clic i ftfótri lettori comprenderanno di leggieri, «iamo fatto un dovere, ed esamineremo animo pacato la convenienza della peave misura adottata dal Governo del Re, binando di volo le cause più o meno re-
    Éfffe che determinar ono la crisi m uni ci-gft.
    Come suole sempre accadere in sirrii-wntj contingenze, le due parti, nelle fp al presente si divide la nostra città, X, gitano scambievolmente sul capo Tao-
    POLITICO-LETTERARIO
    Esce il Mercoledì e il Sabato IN TERAMO
    La Direzione ed Amministrazione sono provvisoriamente presso la Tipografia
    del, giornale Inserzione avvisi commerciali in i pag. Cent. 10 per linea o spazio di linea di colonna, in 3" 15. Inserzione di comunicati od altro, i prezzi sono da convenirsi. - Per più inserzioni si fa uno sconto - Le lettere affrancale e vaglia postali debbono essere diretti all' nflìcio dol Corriere Abruzzese in Teramo. ìYon si restituiscono i manoscritti.
    
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    dei nostri avversari, che se non ne fossero intim amente persuasi, anziché levare vani e femminili lamenti per lo scioglimento del consiglio, si preparerebbero a combattere nel campo aperto dell'elezione generale,per rientrare in Comune più forti e compatti di quello cho ne sono usciti. Nè si dica che essi si lamentano, perché nello scioglimento del Consiglio ravvisano un'offesa. ul decoro della città, giacché molti altri consigli comunali ben più ragguardevoli del nostro, furono sciolti per cause meno gravi, senza che illustri città ne patissero danno o vergogna, che anzi molte se ne avvantaggiarono.
    E se da una parte Ja maggioranza del consiglio non rappresentava i criteri am-min?.str,a.t;vi della maggioranza del paese, ria/I' altra non era neppure bene accetta a questa, essendo quella composta di uo-miiù, che per diverse ragioni e differenti prh cipi politici erano tutti notoriamente avv ersi al ministero sorto dalla rivoluto:.ic parlamentare del 18 marzo. A ciò si , iggiuhga,B! quella maggioranza in due
    diano e rimandato i nostri padri coscr tti al giudizio degli elettori, giudici supremi e soli competenti nella bisogna?
    Ma si dirà: dato che il governo nello sciogliere il nostro consiglio avesse saviamente operato, si è però mantenuto nei limiti della più strette legalità ? Noi senza discutere la grave quistione, se sia cioè un bene o un male il dare al governo la facoltà di sciogliere i consigli comunali, quistione su cui tanto si è detto e prò, e contro, e di cui ci occuperemo quando in Parlamento si (discuterà la legge comunale e provinciale, rispondiamo: che uria volta che tale facoltà è concessa al governo dall'art. 255 della vigente legge, il medesimo non poteva meglio e più legalmente valersene che nel caso nostro. Dove sono, diranno i nostri avversari, i gravi motivi d' ordine pubblico ? - I motivi di ordine pubblico, non vanno confusi con quelli di sicurezza pubblica, masono motivi di ordine generale, che toccano cioè tiri intero paese, un" intera comunità. La sicurezza pubblica nella nostra città, grazie
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    Ì._ jjiu , meno re-.,., vo, che determinarono la crisi muniei-
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    Come suole Sempre accadere in simi-gipiì contingenze, le due parti, nelle al presente si divide la nostra città, si gettane scambievolmente sul capo l'aera >s di aver promossa la crisi nel Comune. -\\>j lanciando a miglior tempo e ad animi jjù tranquilli il decidere la cosa, osserviamo solo, clic si ritiene responsabile     Ripromettendoci di ritornare con successivi articoli su questo argomento, esaminiamo se ai punto, a cui eran giunte le cose del comune, il governo del Re a tutela degl' interessi economici e morali del paese potesse operare altrimenti di quello che ha fatto, e se decretando lo «eioglimento del Consiglio comunale ha ^ito, ovver no legalmente.
    Al primo quesito noi rispondiamo nettamente: no. Imperava difatti nel nostro consiglio comunale una maggioranza dc-bolissima, che vinceva la parte contraria solo di uno o due voti: maggioranza legale, ma fittizia e non vera: maggioranza eh'' era maggioranza nel consiglio e mi- ! aoraazanel paese: maggioranza spuria, che i cittadini onesti ripudiavano, perchè sorta nelle famose eiezioni del 4875, condotte da certi mestatori, che allora spadroneggiavano in Provincia. Quale sia invece la vera maggioranza del paese lo attestano tutte le elezioni amministrative da dieci anni a questa parte, ad eccezione di quella de! 1875, e lo prova splendidamente l'ultima elezione politica. Queste cose sono urti* coscienza di tutti, ed anche in quella 1
    ministra tivi della maggioranza del paese, dall' altra non era neppure bone accetta a questa, essendo quella composta di uo-miai, che per diverse ragioni e differenti prircipi politici erano tutti notoriamente av^ ersi al ministero sórto dalla rivolu-zio ie parlamentare del 18 marzo. A ciò si ! iggiunga, che quello, maggioranza in due am ìi, che ha avuto nelle mani le cose del eoi mine, non ha saputo presentare come altre volte si è detto in questo giornale, nè un uo mo nè un'idea,non ha saputo fare altro che rie mpire le diverse commissioni di nomina consiliare di uomini devoti alla parte loro e formare il famoso bilancio-pareggio del 18 76, che esso solo si chiuderà con un di: -avanzo maggiore delle lire sessanta mila!
    Male andato il servizio amministrativo, pe ^gio regolato quello di cassa, posti in no n cale gì' interessi dei villaggi, trascurai o il servizio di polizia .urbana ed edilizio, interrotte tutte'le opere pubbliche, len tamente condòtte le strade obbligatorie, fatae cadere tutte le iniziative delle pre-cec lenti amministrazioni, come la sisfema-zioi ìe della piazza Cavour, V arenazione dell a Vezzola, la demolizione delle due chiesuole di S. Lorenzo e dell'Addolorata, la riduzione del Largo del Terriccio già da molto tempo espropriato ecc.:. ag-gravate via maggiormente le finanze comunali, lasciata senza la menoma sorvegli; mza da parte del municipio la riscossione del dazic-consumo, abbandonato al cai o ed al buon volere di qualche impiegato tutto il complesso dei pubblici servizi dalla legge affidati alle amministrazioni comunali: - ecco come lascia il comune lei maggioranza dello sciolto consiglio!
    Ed in tanta jattura, divenuta irreparabile per le ire partigiane e i personali rancori che dividevano la rappresentanza mu^ nicipale, v' ha persona onesta e ¦ " buonsenso: «che possa chiamare in colpa il governo -di aver' tagliato netk) il nodo ger-
    galmente valersene che nel caso nostro. Dove sono, diranno i nostri avversari, i gravi motivi ,, ordine pubblico ? - 1 motivi di ordine pubblico, non vanno confusi con quelli di sicurezza pubblica, masono motivi di ordine generale, che toccano cioè un intero paese, un* intera comunità. La sicurezze! pubblica nella nostra città, grazie a Dio, non fu menomamente turbata, e forse cip sarebbe avvenuto senza il savio ed opportuno provvedimento adottato in tempo dal governo, e se ragguardevoli I cittadini, valendosi della loro autorità, non avessero dato consigli di moderazione e temperanza, anziché gettar legna al fuoco, come per odio di parte e con poca carità patria fecero altri nella ribellione del 27 agosto 1871.
    Ma sol perchè non accaddero disordini e non avvennero tumulti di piazza si potrà sostenere che son mancati i gravi motivi di ordine pubblico, per lo sciog'imento del consiglio comunale?Non sono motivi di ordine pubblico o generale quelli da noi segnalati nella prima parte di questo articolo, relativi alla maggioranza dello sciolto consiglio? E se quelli non lo sono, ci si dica di grazia quali sono i motivi di ordine pubblico, che con-; tempia il legislatore dell' art. 255 della legge e che possono determinare la scioglimento di un consiglio comunale o provinciale?
    Del resto P operato del governo trova la migliore delle giustificazioni nella pubblica opinione del paese, che con mirabile consenso aveva sentenziato sulla sorte del Consiglio comunale molto prima che ne venisse decretato lo scioglimento.
    A quanta abbiamo detto sulla crisi municipale non possiamo non aggiungere un' ultima osservazione. Il comune di Teramo ha bisogno urgente di regolarizzare tutti i servizi amministrativi, di riparare I al disavanzo del bilancio 1876, di prov-