CORRIERE ABRUZZESE - Annata 1876 |
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Al primo quesito noi rispondiamo nettamente: no. Imperava difatti nel nostro consiglio comunale una maggioranza dc-bolissima, che vinceva la parte contraria solo di uno o due voti: maggioranza legale, ma fittizia e non vera: maggioranza eh'' era maggioranza nel consiglio e mi- ! aoraazanel paese: maggioranza spuria, che i cittadini onesti ripudiavano, perchè sorta nelle famose eiezioni del 4875, condotte da certi mestatori, che allora spadroneggiavano in Provincia. Quale sia invece la vera maggioranza del paese lo attestano tutte le elezioni amministrative da dieci anni a questa parte, ad eccezione di quella de! 1875, e lo prova splendidamente l'ultima elezione politica. Queste cose sono urti* coscienza di tutti, ed anche in quella 1 ministra tivi della maggioranza del paese, dall' altra non era neppure bone accetta a questa, essendo quella composta di uo-miai, che per diverse ragioni e differenti prircipi politici erano tutti notoriamente av^ ersi al ministero sórto dalla rivolu-zio ie parlamentare del 18 marzo. A ciò si ! iggiunga, che quello, maggioranza in due am ìi, che ha avuto nelle mani le cose del eoi mine, non ha saputo presentare come altre volte si è detto in questo giornale, nè un uo mo nè un'idea,non ha saputo fare altro che rie mpire le diverse commissioni di nomina consiliare di uomini devoti alla parte loro e formare il famoso bilancio-pareggio del 18 76, che esso solo si chiuderà con un di: -avanzo maggiore delle lire sessanta mila! Male andato il servizio amministrativo, pe ^gio regolato quello di cassa, posti in no n cale gì' interessi dei villaggi, trascurai o il servizio di polizia .urbana ed edilizio, interrotte tutte'le opere pubbliche, len tamente condòtte le strade obbligatorie, fatae cadere tutte le iniziative delle pre-cec lenti amministrazioni, come la sisfema-zioi ìe della piazza Cavour, V arenazione dell a Vezzola, la demolizione delle due chiesuole di S. Lorenzo e dell'Addolorata, la riduzione del Largo del Terriccio già da molto tempo espropriato ecc.:. ag-gravate via maggiormente le finanze comunali, lasciata senza la menoma sorvegli; mza da parte del municipio la riscossione del dazic-consumo, abbandonato al cai o ed al buon volere di qualche impiegato tutto il complesso dei pubblici servizi dalla legge affidati alle amministrazioni comunali: - ecco come lascia il comune lei maggioranza dello sciolto consiglio! Ed in tanta jattura, divenuta irreparabile per le ire partigiane e i personali rancori che dividevano la rappresentanza mu^ nicipale, v' ha persona onesta e ¦ " buonsenso: «che possa chiamare in colpa il governo -di aver' tagliato netk) il nodo ger- galmente valersene che nel caso nostro. Dove sono, diranno i nostri avversari, i gravi motivi ,, ordine pubblico ? - 1 motivi di ordine pubblico, non vanno confusi con quelli di sicurezza pubblica, masono motivi di ordine generale, che toccano cioè un intero paese, un* intera comunità. La sicurezze! pubblica nella nostra città, grazie a Dio, non fu menomamente turbata, e forse cip sarebbe avvenuto senza il savio ed opportuno provvedimento adottato in tempo dal governo, e se ragguardevoli I cittadini, valendosi della loro autorità, non avessero dato consigli di moderazione e temperanza, anziché gettar legna al fuoco, come per odio di parte e con poca carità patria fecero altri nella ribellione del 27 agosto 1871. Ma sol perchè non accaddero disordini e non avvennero tumulti di piazza si potrà sostenere che son mancati i gravi motivi di ordine pubblico, per lo sciog'imento del consiglio comunale?Non sono motivi di ordine pubblico o generale quelli da noi segnalati nella prima parte di questo articolo, relativi alla maggioranza dello sciolto consiglio? E se quelli non lo sono, ci si dica di grazia quali sono i motivi di ordine pubblico, che con-; tempia il legislatore dell' art. 255 della legge e che possono determinare la scioglimento di un consiglio comunale o provinciale? Del resto P operato del governo trova la migliore delle giustificazioni nella pubblica opinione del paese, che con mirabile consenso aveva sentenziato sulla sorte del Consiglio comunale molto prima che ne venisse decretato lo scioglimento. A quanta abbiamo detto sulla crisi municipale non possiamo non aggiungere un' ultima osservazione. Il comune di Teramo ha bisogno urgente di regolarizzare tutti i servizi amministrativi, di riparare I al disavanzo del bilancio 1876, di prov- |