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Anno
II.
Sabato 30 Dicembre 1876
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POLITICO-LETTERARIO
Esce il Mercoledì e il Sabato IIST TERAMO
La politica della settimana
Il cambiamento del gran visir ha portato i suoi frutti. Il 23, tra i rombi del cannone, promulgavasi a Costantinopoli la nuova Costituzione turca, che può dar dei punti alle altre carte europee.»....., Qual'effetto possa recare la Costituzione sulla situazione politica della Turchia, è malagevole intendere subito. Certo è che molti pensano che la promulgatone di essa fu non altro che una furberia (kgli statisti turchi, avvegnacchè abbiano voluto prevenire in un certo modo l'azione della Conferenza, salvo poi a non farne più nulta, (fuanditi le cose ritornassero nella loro quiete normale. Oltre a ciò, per conto nostro, solleviamo la vecchia questione, se cioè tra popolazioni che giurano sul Corano possa esistere e
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si voterà all'aprire della sessione. Si presenteranno i bilanci precedenti definitivi per la sua approvazione per la legge. Ogni Cantone avrà un Consiglio eletto per amministrare i propri interessi. I Comuni avranno i Consigli municipali eletti. L' interpretazione delle leggi appartiene, secondo la sua natura, alla Corte di Cassazione, al Consiglio di Stato o al Senato. La costituzione non può essere modificala che sopra l'iniziativa del ministero o delle Camere e con un voto delle Camere di due terzi di voti e sanzionata dal Sultano.
La Conferenza europea ha terminato i suoi lavori e giovedì ultimo attendevasi la risposta del governo ottomano all' opera della" Conferenza. Non sappiamo che cosa vorrà fare la Turchia; solo notiamo che l'ambasciatore inglese lia fatto conoscere al gran visir un suo ultimatum, o accettare le proposte della Conferenza oppure essere abbandonate al destino. Questo è il vero modo di costringere la Tur-
- » >«al fursi !
to lucidamente come l'esercizio delle ferrovie inglesi, pur riposando sulla maggiore libertà, fornisca tutte le guarentigie desiderabili.
Del resto anche ri Franqueville aveva fatto confronti molto istruttivi fra il rego-1 amen tari smo francese e la libertà inglese in fatto di ferrovie, e tra i quattro commissari inglesi ed i seicento funzionarli pubblici che hanno in Francia la missione di sorvegliare e controllare le Compagnie ferroviarie. In Inghilterra, (si può asserire sonza necessità di dimostrazione) il servizio è migliore, a miglior mercato, più rapido e più comodo; i reclami sono sempre accolti seriamente, i giudizi soNeciti e la vigilanza del pubblico, circondata da queste guarentigie, dà più utili effetti di tutti i regolamenti del mondo.
La conclusione alla quaFe sono riusciti gli economisti francesi in questa loro discussione, è la necessità di una inchiesta parlamentareper sentire tutti gli interessati, conoscere tutti i voti, le esperienze, i bisogni del pubblico.
Il Diritto da cui abbiamo tolte miEste
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Ifviamn la vecchia questione, se cioè tra po-,f]g«"ioin che g urano sul Corano possa esistere
attuarsi una Costituzione liberale. Non lo striamo, perchè non abbiamo fede in coloro eie sono destinati a maneggiarla ed inculcarla ai popoli- La Turchia non ha un Carlo Alberto, ha però un Ferdinando IL pronto a far giustiziare quelle persone che avessero la debolezza di credere alla realtà della Costituzione. Primo sarà il Sultano a deridere la sovranità della Camera e la indipendenza del tribunali !
Diamo il sunto della Costituzione.
La Costituzione dice che il Sultano è irresponsabile ed inviolabile. Essa non contiene disposizioni che possano dare un carattere teocratico alle istituzioni dello. Stato. Ciascun ministro è responsabile della sua gestione. Nel caso di un voto contrario della Camera, il sultano cambia i m>i ivi stri o scioglie la Camera.
I ministri assistono» alle sedute ed accettano interpellanze. La sessione durerà quattro mesi.
II Senato verrà nominato dal sultano. Yi sarà un deputato per ogni 100,000 abitanti. Le elezioni si faranno a scrutinio segreto. 11 mandata di deputalo sarà incompatibile colle funzioni pubbliche. Le elezioni generali e le convocazioni delle Camere avranno luogo» entro sei mesi dalla data dello scioglimento.
Le sedute saranno pubbliche. Le seduta dei tribunali saranno pure pubbliche e la difesa libera. Nessuna ingerenza avrà il governo nella giustizia. È istituito il ministero pubblico. L'alta Corte che giudica i membri della cassazione e le persone accusate di lesa maestà e di attentalo contro Io Stato sarà cornista delle sommità dell' impero. Il bilancio
renza. Non sappiamo che cosa vorrà fare la Turchi?.- solo notiamo che l'ambasciatore inglese lia fatto conoscère al gran visir un suo ultimatum, o accettare le proposte della Conferenza oppure essere abbandonate al destino. Questo è il vero modo di costringere la Turchia a sottomettersi !
Le Borse Molta incertezza regnava a Firenze il 27 La nostra rendita venne negoziata a 77. 42 1,2, a 77 37 1,2! il napoleone d'oro 21.80), 21 76 - Roma, 77.52 1[2 la nostra; il prestito turco 11.90. - Parigi, la nostra a 71.45, la francese a 70. 45.
L'esercizio ferroviario
Gli economisti francesi, nell'ultima Toro adunanza, della quale abbiamo sott'occhio il ^resoconto, hanno esaminato il problema della libertà o del monopolio dell'in-gerimento dello Stato in iatto di strade ferrate. 11 monopolio fu assalito da molti oratori, e l'esercizio di Stato ebbe appena un timida difensore, dove invece la .libertà, con tutti gli opportuni temperamenti,. si dimostrò veramente e generalmente feconda dei migliori risultati.
La concorrenza illimitata in materia ferroviaria, come fu applicata agli Stati Uniti, ha dato origine a non lievi abusi e a pericoli,, spesse volte, assai gravi. Ma la somma dei vantaggi è stata infinitamente superiore ai danni. La libertà ha in sè stessa i propri rimedi, e non esclude nè la sorveglianza, nè il riscontro, ne hi più severa responsabilità civile e penale da parte di chi esercita le ferrovie.
Il Chevalier, òhe si affatica da tanti anni intorno a questi problemi, ha mostra-
queste guarentigie, dà più utili effetti di tutti i regolamenti del mondo.
La conclusione alla quale sono riusciti gli economisti francesi in questa loro discussione, è la necessità di utna inchiesta parlamentares per sentire tutti gli interessati, conoscere tutti i voti, le esperienze, i bisogni del pubblico.
Il Diritto da cui abbiamo tolte queste notizie, conchiude che è appunto quello che da lui s'invocava, è>giusto ug anno, quando ?n mezzo all' universale indifferentismo piombò il progetta delle ferrovie di Stato? Quel voto adunque' non fu di solitarii pensatovi (come si disse) poiché dopo le inchieste ferroviarie inglesi ed americane ne vediamo ora spuntare una anche in Francia, la quale sarà, oltre ogni dire, efficace ed istruttiva. Non possiamo chtt augurare favorevole- al voto degli economisti francesi.il pensiero deMora Governo perchè si potranno;, da questa indagine solenne, ritrarre anche per noi preziosi insegnamenti di esempi.
Troppo zelo!
La Gazzetta d'Italia pubblica due telegrammi del segretario generale del ministero dell'interno, l'uno diretto ai Prefetti e l'altro ai sotto-prefetti. Il Bersagliere smentisce l'esistenza del secondo, ma ammette il? primo che e- così concepito:
« Roma 14 decembre 76
«< Essendo giornale Gazzetta d'Italia divenuto sistematicamente libello, la S..Y. curerà che sia respinta dagli uffici dai lei dipendenti. - La Cava: * In omaggio alla lrbertàvnoi non avremmo voluto che un telegramma simile fosse partito da un ministero progressista. Sappiamo bene che setto i precedenti ministeri s'è fatto peggio, ma noi saremmo»men
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