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portava, che il Tarantino Gillo riscattò dalle roani del re di Persia alcnni prigionieri di Samo, tra i quali Pitagora, e li rimandò in Italia, o che in Italia ricomprò alcuni prigionieri Persiani per mandarli in dono al re di Persia ( 1 ). Virgilio fa regnare in Amicla, che dai Lacedemoni si ripete, Gamerte ed insieme con Gamerte mette Numa :
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Assaglie il forte Numa., Fere il biondo Gamerte. Era Gamerte Figlio a Volscente, generoso germe Del magnanimo padre, e de'pià ricchi D'Ausonia tutta: in quel tempo reggea La taciturna Amicla (2) ;
ed altrove ancora fa parola di questo Gamerte:
Tale una languidezza rimirando, E tal del volgo un susurrare udendo Giuturna sua morella, infra le schiere Gittossi, e di Gamerte il volto prese. D'alto legnaggio, di valor paterno, E di propria virtute era Gamerte Famoso infra la gente. E tal sembrando, Già degli animi accorta, iva Giuturna Rumor diversi e tai voci spargendo (3).
Or questo ituma non è senza ragione nominato insieme con Gamerte, e tra i Persiani una ragione genealogica ,di Gamerte può rinvenirsi. Altrove lo stesso autore fa parola di Volscente, con esso lui mette Numa, Sulmone, Serrano e Ramnete, uccisi pe' Trojani Eurialo e Niso (4).
(() V. Bentley, Opusc. filologc. 4 90.
(2) Eneid. h X. Amicla dicesi tacita pei Pitagorici silenziosi. V. ivi le osservazioni di Servio.
(3) En. li XII.
(4) Eneide, 1. IX. Come Sulmone nella schiera di Volscente, se Sulmona è tra i. Peligni, e da Ovidio e Silio Italico si dice fondata pel frigio Solimo ? Virgilio, che sempre, al dir di Servio, per transitum tangit historiam, qui accenna ad altra Sulniona, posta fra i Volse*,
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