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Molti, seguendo Livio (1) e Dionigi di Àlicarnasso (2), tennero che Numa non fa discepolo di Pitagora; perchè Pitagora visse molto tempo dopo, e non inseguò la sua filosofia nella Sabina, ma nella Magna Grecia, colla quale i Sabini e Latini aver non potevano alcun commercio per la distanza di luogo, per la diversità di tante lingue, per la ferocia di tanti popoli diversi. Ma il collegio dei Pitagorici Sabini era fra noi oltre a 700 anni prima di Gesù Cristo, laddove i Buddagoristi Jonici vennero a fondar da Samo» tracia la scuoia Eleatica, non idealista nè panteista per aver distinto il mondo fisico e reale dall' intelligibile ed ideale di Dio, 200 anni dopo; e perciò, col far luogo alla diversità de'due collegi si gittano a terra gli argomenti che si potrebbero opporre. Per altro l'argomento della diversità delle lingue, della distanza de'luoghi e della ferocia de'po-poli par che non abbia verun fondamento, e sia contrario alla storia. E noi non sappiamo, come si sia potuto così spesso rimettere in campo contra coloro che derivarono le leggi delle 12 Tavole dai Greci; perciocché, se i Bomani ebber leggi quasi indigene e nate co' loro costumi, non possiamo negare però, che molte leggi greche furono tra le decemvirali, e che il senato non avesse mandato in Grecia persone per osservare le leggi greche, benché poscia avesse data la preferenza alle nazionali.
Oltre a questo molti antichi dissero tirreno Pitagora, e coloro che riferivano l'educazione di Numa a Pitagora il filosofo, dicean figlio di costui Mamerco, cognominato Emilio dalla giocondità del parlare, e stipite della famiglia Emilia (3).
forse ora Sei-moneta. Di quest'appunto e non della patria nostra, ei dice nel 1. X dell'Eneide :
.... Sulmone creatos Quatuor hic jutenes, totidem quos educat Ufens, Yiyentes rapit ; %
giacché parla di schiera volsca, e l'Ufente era on fiume celebre dei Volsci.
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(3) Plutarco, vita di Paolo Emilio. Alcuni dicono, che da Emilia nacque Romolo e Remo.
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