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Avetno per le mani. Una sol asta ' Ne fa picca e pungetto. A noi vecchiezza Non toglie ardire, e de le forze ancora Non ci fa, come voi, debili e scemi. Per canute che sian le nostre teste, * Veston celate, e nuove prede ognora Quando da' boschi e quando da' nemici Addur ne giova, e viver di rapina.
Dei Lucani dice Giustino : Inter pastore* kabebantur sine ministeri? serrili, sine veste, quam induerent, vel incumbarent... d6us his praeda venatica; potus aut lactiSj aut fontium liquor trai (1). E degli Ernici pone Silio Italico:
Quousque in praegelidis duratos Hernica rivis Mittebant saxa, et nebulosi rara Casini (2).
Ovidio, I de'Fasti* dice dei Latini :
Hoc apud intonsos nomen habebat avos (3). e nel 1. 6. accennando āi Sabini,
Tunc erat intonsi regia magna Numae.
I sabini usavano le armille di oro (4), ed egli furon quei che fecero conoscere ai Romani le ricchezze (5). La gente sannita ambiva di parer sontuosa negli arnesi di guerra, e perciō compariva in battaglia armata di tutto punto con scudi guerniti di oro e d'argento, con pettorali di maglia, con vistosi elmi e con vesti a pių colori (6). Essa avea nome di ricca ed opulenta presso i Romani, e per certo* se i nostri padri non fossero stati opulentissimi, in qual modo i Sabini avrebbero avuto sė grande popolazione, che paragono L. XXIII, c. I.
(2) L. IV, v. 226.
(3) Vedi anche Giovenale, Satira V; Plinio, VII, e. 59; Varrone , de R. R., 1. 2, c. U. Ovidio ivi fa barbato Giano.
(4) Lėtio, 1. I, c. ti; Dionisio d'Alic., 1. 2.
(5) Strabone, 1. V.
(6) Livio, 1. IX, c. 40.
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