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Opere Complete
Volume Secondo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 487

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   01CSEPPE DE VINCENZI
   Se in questo uostro ragiouameuto forse sovente ci dipartimmo da alcuni concetti ricevuti comunemente, non poco ue conforta e ne incoraggia, che sempre trovammo le nostre opinioni conformi a quelle universalmente accettate in Inghilterra, paese delle vere libertà costituzionali, da tutti gli scrittori e da tutti gli uomini di Stato.
   Le difficoltà, in cui a questi giorui si trova l'Italia, souo gravissime; sebbeue nou sieno più gravi sicuramente di quelle, in cui già si rinvennero altre nazioni, che ora noi ammiriamo per prosperità e potenza. Certo dopo una così grande rivoluzione, come quella che noi compimmo, dovevamo incontrare moltissime difficoltà. L'opera delle rivoluzioni è di demolire, ed è impossibile il demolire senza ledere spesso molti interessi; ma a questa opera deve tener necessariamente dietro quella della ricostituzione, senza la quale non può esservi che mancanza di ogni amministrazione pubblica, ossia confusione e disordine, per cui tutti soffrono. La ricostituzioue di uuo Stato, la quale poi si converte in una buona amministrazione, che è la base d'ogni prosperità pubblica e privata, è l'opera dell'uomo, e noi dobbiamo farla. Ne ciò si consegue senza ardua, assidua e concorde operosità, senza molte ricerche e seriissiini studi intorno a ciò che si deve fare. E nou è questo, per così dire, opera negativa, ma opera positivissima. Non sono le opposizioni, che nulla propongono in luogo di quei che contradicono, e che ad altro non mirano, che a rendere impossibile qualsiasi cosa, che ci farau fare un passo in questa via. Le opposizioni allora solo son utili, quando contrappongono cose migliori, o ci aprono la via per raggiungerle. Ogui altra opposizione non serve, che a continuare, anzi a render peggiori le condizioni, in cui siamo. E certo questo non è quel che vuole il paese; il quale sicuramente non ha mandato i suoi rappreseutanti al Parlamento, perchè non si faccia, o non si continui a fare ciò che è male, ma perchè si faccia ciò che è il maggior bene possibile. Pensiamoci bene. Un Parlamento, in cui intorno a qualche concetto positivo non possa riunirsi una maggioranza, non può esser l'immagine del paese, nella cui coscienza, per agitata che