Noi ragionammo altrove dell'importanza delle strade comunali, che costituiscono in ogui paese civile quasi nove
decimi di tutta la viabilità ordinaria, e accennammo ai mali gravissimi, che derivauo alla prosperità, alla civiltà ed alla finanza d'Italia dalla mancanza di buone strade in più della metà del Regno. Rivelammo de' fatti forse non abbastanza considerati per lo innanzi. Mentre un paese per prosperare abbisogna almeno di un chilometro di buona strada per ogni chilometro quadrato di superficie, ed in Italia vi ha delle Provincie, che ne hanno anche due e più, ve ne sono 12, fra le quali quelle di Napoli e di Palermo, ohe Don De hanno che da 212 a 104 metri, e 16, che comprendono due quinti dell'estensione del regno, le quali non ne hanno che da 9~> a 37 metri. La rendita della terra nelle prime è di lire 58 all'ettaro e uelle ultime di 14; e tutta la entrata annua fondiaria e non fondiaria è fra le une e le altre come circa 5 a 1. Mostrammo quali conseguenze questo stato di cose abbia sulla ricchezza pubblica e privata; e sulla finanza dello Stato. Il tesoro ritrae meno di mezzo miliardo all'anno di quello che potrebbe ritrarre dalle attuali imposte, se tutte le Provincie si trovassero quasi nelle medesime condizioni economiche. Riconosciuta la necessità di provvedere alle strade comunali, come alla parte più importante e deficiente della nostra viabilità, ricercammo dei modi per sodisfare questo bisogno. Di questi modi altri ne parvero attinenti alle leggi ed agli ordinamenti amministrativi, altri a l architettura stradale. Osservammo come senza una buona egge amie strade comunali, della quale cercammo stabilire alcun, pr.n-eipi necessari, e senza grande coopcrazione del governo, n