viabilità comodale
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legge francese del 21 maggio 1836. La legge anteriore del 28 luglio 1824 non produsse che scarsi risultameli appunto perchè in caso di negligenza dei comuni non vi era chi po tesse farla eseguire ').
Nella legge italiana del 27 marzo 1804 troviamo la medesima prescrizione:
« La conservazione e la polizia di tutte le strade della Repubblica, sono poste sotto l'immediata vigilanza e tutela del Governo. Egli può in conseguenza far visitare tutte le strade, regolarne la direzione e l'ampiezza, e far eseguire i lavori occorrenti a carico dei dipartimenti o comuni nel caso di trascurata manutenzione ». (Art. 34).
Nel Piano delle strade lombarde, più volte ricordato, leggiamo: « La cura delle strade comunali, come uno dei principali oggetti interessanti il vantaggio ed il comodo delle singole Comunità, resterà appoggiata ai deputati dell'estimo, ed ai regi cancellieri presso dei quali risiede la giornaliera amministrazione degli all'ari comuualL
« Oltre la vigilanza dei deputati dell'estimo sull'oggetto importante delle strade comunali, riuscirà molto utile alla comunità la ulteriore diligenza del giudice delle strade, *) il quale potrà informarsi, o visitare le strade anche comunali, e riuscendo con questo mezzo, o per mezzo dei ricorsi di qualche persona ad accertare il cattivo stato di qualunque strada comunale, dovrà esso giudice insinuare l'occorrente bisogno al tribunale del Censo, al quale incomberà senza ritardo di farne eseguire la riparazione» s).
In Inghilterra fin da quando furono istituiti i sorvegliatoli delle strade, l'obbligo di tener la viabilità in buono stato divenne cosi positivo, e diremo anzi personale per chi
') luslr. pour Vexéc. de la lui du 21 mai 1836; die. 24 juin 1836: E. Herman, Voir. vieto. Paris, 1854, pag. 7 e seg.
3) Il giudice delle strade era l'autorità che provvedeva alle strade in tutta la Lombardia. Era nominato dal governo sulla presentazione di tre soggetti, che si taceva dal Consiglio geueralo, o rimaneva iu ufficio per tre anni coll'annuo soldo di lire cinquemila. Avea prew» di sè un ufficio composto di un Auditore e di sei Patrizi.
3) Ord. e Reg., Milano, 1785, pag. 15 e 16.