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Opere Complete
Volume Secondo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 487

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   viabilità comodale 263
   grès qui déuotenfc un sentimene profond du besoin de notre epoque sous le doublé rapport de la civilisation et des in-téréts inatériels » ¦). Speriamo che questo sentimento profondo, senza del quale è impossibile di conseguire alcuna cosa invada anche fra noi e chi governa e chi è governato.
   Finora, dobbiaru riconoscerlo, l'attenzione del governo fra noi non si è portata che leggermente sulla viabilità comunale, e credo non errare affermando, che si siano costruiti più chilometri di strade ferrate che di strade comunali dalla costituzione in poi del Regno d'Italia. Mali gravissimi ne derivano da questo imperfettissimo stato di viabilità; esso si rannoda ai nostri maggiori problemi economici, finanziari e politici *). Il principal compito di uu ministro dei lavori pubblici dev'esser ora di rimuovere la cagione di tutti questi mali. Più della metà del territorio italiano difetta di strade, ed un terzo ne è al tutto privo. Ben nove milioui d'Italiani sono iu .sofferenze. La quistione della viabilità è quistioue di prosperità e di civiltà, è quistione che ne risolve molte altre, che ora quasi ci paiono insolubili, e che pure sono fra le più vitali. La stessa uostra gravissima quistione delle ferrovie, come vedemmo dal principio, uon può trovar la sua soluzione che nella viabilità comunale. Onde per la grande importanza ed urgeuza della cosa, e per le «assidue ed intelligenti cure, che richiede, noi crediamo esser necessario che si crei un'amministrazione speciale, che efficacemente vi provvegga, un'amministrazione che sia responsabile verso il ministro, il parlamento e la nazione di ciò che viene o non vieue operando; e però proponiamo che s'istituisca un Commissariato per la viabilità comunale nel Miuistero de' Lavori Pubblici. Se noi nou faremo risalire la responsabilità a clii realmente amministra, non avremo mai efficacia di governo in Italia, come certo nou ve ne potrebbe essere altrove. Questo principio fondamentale di ogni buona amministrazione, proclamato dalla Commissione, che dal numero dei suoi componenti prese il nome dei quindici, approvato
   ') Itupp. sur le serv. des chem. vicin., 1852 56. ') Vedi Fi«k in Italia.