I.
Sebbene del continuo ci lamentiamo delle tristissime condizioni della nostra viabilità in alcuno Provincie del regno, nondimeno ue pare che universalmente ancora non ci facciamo un giusto concetto di questo gravissimo male, e molto meno dei provvedimenti da prendere per ovviarlo.
fì nostro intendimento di venir brevemente considerando alcuni effetti di questo male, di richiamar l'attenzione sopra alcune norme generali, e di proporre alcuni provvedimenti, senza i quali noi crediamo che l'Italia non perverrà mai ad avere una compiuta rete stradale.
La questione stradale in Italia non è più questione solo di viabilità, ma ò questione di prosperità pubblica, di finanza, di governo e di civiltà.
Le strade souo come le arterie e le vene che Importala portano la vita per ogni dove. La viabilità ò il della viabilità primo fattore della prosperità e della civiltà di un paese. Ove non vi sono strade non vi può essere che miseria e desolazione, che ò la morte inorale delle popolazioni. L'agricoltura, le arti, il commercio languiscono senza vie di comunicazioni; nò vi ha paese che senza strade possa a-spirare realmente ad entrare nel consorzio dei popoli civili. La stessa prosperità delle altre Provincie ben provviste di strade addiviene una cagione di miseria per quelle che ne son prive perocché non potendo produrre alle stesse facili