GIUSEPPE DET1XCEK7.I
condizioni, spesso non possono sosteuere la concorrenza. Noi come a tutte le altre cose, ci abituiamo anche ai mali i più gravi che ci travagliano, e spesso ne perdiamo tino la coscienza, e non ce ne diamo quasi più un pensiero al mondo; ma speriamo cbe tutti presto vogliano persuadersi che i più grandi mali che ora soffriamo derivano in grandissima parte dalle infelici condizioni della nostra viabilità, cui si rannoda pressoché tutto ciò che riguarda la ricchezza, hi prosperità, la civiltà, la finanza e lo stesso governo del paese. Forse un giorno avremo a maravigliarci che questa grande questione uou sia stata posta e risoluta prima.
Quando la Scozia si unì ali* Inghilterra non avea punto strade; e però era povera ed ingovernabile. In un rapporto fatto nel 1806 alla Camera dei Comuni leggiamo che questa mancanza di strade aggravava, per altri servigi, il bilancio dello Stato dell'annua spesa di 125 milioni di franchi. Ma questo male fu di brevissima durata per gli straordinari ed energici provvedimenti che furouo presi. Lo Stato concorse alla metà della spesa per la pronta costruzione delle strade. E, consultando la storia di quel paese e dell'Iu-ghilterra, chiaro si vede di quale e quanta utilità quella spesa sia stata anche alla stessa finanza del Regno Unito.
Il Persigny, allora ministro dell'Interno, faceva osservare all'imperatore dei francesi l'anno 1801 nel rapporto sulle strade vicinali, come « la ricchezza territoriale della Francia fosse raddoppiata per le strade già aperte ». E Napoleone con
lettera del 18 agosto 18G1 gli ordinava: « ..... il
faut surtout poursuivre avec vigueur l'achòve-ment des chemins vicinaux. (Test le plus grand service à rendre à V agricolture ». E già nel 5