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Opere Complete
Volume Secondo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 487

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   colfdizioni dilla viabilità
   375
   gennaio 1860, quando prescriveva alcune poche norme per promuovere la prosperità della h rancia, fra le altre notava; AmélioratUm énergiqutnunt pourtuMe dea coita de communication ').
   Uno scrittore della maggiore autorità iu fatto di agricoltura dice: « La loi de 1836 sur les chemins vicinaux a trasformò la France; l'agri-culture lui doit la plupart des progrès qu'elle a faits depuis vingt-ein(i ans » ').
   Noi siamo sicuri che tutti vorranno convenire con noi allorché diciamo, che non vi sia forse alcun'altra cosa che tanto abbia a richiamare le cure di chi governa quanto la viabilità ordinaria, se il paese ne difetti. Gli stessi altri grandi mezzi di comunicazione, le ferrovie, i canali, i porti, tornano quasi al tutto inutili senza le strade ordinarie.
   Ormai da tutti si riconosce che non possa veramente svilupparsi la prosperità generale di un paese senza una rete di strade ordinarie, che risponda a ragione di un chilometro di strada per ogni chilometro quadrato di superficie. I paesi più civili eccedono spesso questa misura. La stessa introduzione di vie più perfette di comunicazione, le strade ferrate, fa più urgentemente sentire il bisogno delle strade ordinarie, massime pei nuovi contatti che acquistano fra loro i produttori di lontane regioni. Le ferrovie mutano l'ordinamento delle strade ordinarie, ma certo in generale non ue sminuiscono nè il numero, uè l'importanza. Perdono importanza le strade ordinarie che sono parallele alle ferrovie, ma tutte le altre diventano più utili. Il miuistro dei lavori pubblici di Francia, iu uu rapporto del
   ') Leti, au min. d'Etut, 5 janv. 18G0.
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