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Opere Complete
Volume Secondo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 487

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   colfdizioni dilla viabilità 375
   vi ba alcun'altra questione nè più generale, nè più
   grave di questa per tutto lo Stato.
   Egli è impossibile elio tutte le provincie italiane non sieno equiparate nella rete ferroviaria. Biconosciuta l'utilità di una ferrovia e decretata presto o tardi deve costruirsi. Più che dagli stessi contratti colle Società concessionarie noi siamo vincolati dagli obblighi morali che abbiamo assunti verso le popolazioni. E più anche che dagli obblighi morali verso le popolazioni noi siamo spinti al celere compimento della nostra rete ferroviaria dalle necessità di governo e dalle coudizioni economiche del paese. 1 02 milioni di garanzia per le strade ferrate dell'Italia del sud, se altrimenti nou si provvedevi saranno fra pochi anni una dolorosa realità nel nostro bilancio.
   La nostra viabilità ordinaria è l'impresa più ardua e colossale che ci rimane a compiere fra le opere necessarie a promuovere la prosperità e la civiltà della nazione. Per dotare conveue-volmente il paese di strade, noi dovremo spendere, come vedremo in appresso, 750 milioni. Nell'Italia meridionale, cioè nelle provincie napolitano, siciliane e sarde, abbiamo mestieri di costruire oltre 100 mila chilometri di strade; e de' 750 milioni, da spendere per perfezionare la viabilità iu Italia, ne abbisognano oltre 500 milioni in quelle provincie, ove le ferrovie già gravano il bilancio dello Stato di oltre 10 milioni, e di breve lo graveranno di 62 milioni all'anuo.
   C'erto questo tristissimo stato di cose non verrà m ii nieuo se non ne sieno rimosse le cagioni. Or noi potremmo fin domandare: converrà più allo Stato di avere un'annua uscita di 62 milioni o di spendere i 500 milioni che occorrono a compiere la nostra rete di strade ordinarie nelle provincie che maggiormente ne difettano! Non sa-