Stai consultando: 'Opere Complete Volume Secondo', Giuseppe Devincenzi

   

Pagina (385/486)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (385/486)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Opere Complete
Volume Secondo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 487

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!



[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   GIUSEPPE DEVINCENEI
   rebbe forse convenuto meglio, quando i nostri fondi pubblici potevano negoziarsi al 70 per cento, aggiungere 35 o 3G milioni di annualità al nostro debito affin di ottenere i mezzi per far le strade, anziché pagarne 62 annualmente senza le strade? E non sarebbero ora ben in altre condizioni le nostre finanze se la perfezionata viabilità avesse anche in parte fatto scomparire le gravissime perdite che soffriamo!
   La viabilità Ma ancorché fosse possibile che lo Stato fa-
   ordinaria de- cesse questa enorme spesa, che ora certo sarebbe
   v'essere affi- impossibile, noi per sicuro non consiglieremmo
   data agi iute- eutrare ÌU qUesta via. Le strade ordinarie
   lessati locali ,
   sono opere non meno d'interesse privato e locale
   che d'interesse pubblico, e il primo interesse quasi costantemente è predominante; e dev'essere sempre norma fondamentale di buon governo di non sottrarre mai le opere dai principali interessati. In generale non vi ha che l'interesse privato e locale che possa far bene ed economicamente. O-vunque la viabilità ordinaria è stata sottratta dall'interesse privato e locale, o le strade non si son fatte punto, o le poche che si son fatte costarono enormemente. E alla perfine la spesa viene sempre dai contribuenti, siano le strade fatte dallo Stato, dalle provincie o dai comuni; e l'interesse dei contribuenti è che non sia speso mai più del necessario. Noi quasi desidereremmo che non più si parlasse di strade nazionali e provinciali, la cui costruzione ha assorbito enormi somme, che altrimenti impiegate avrebbero ben altrimenti promosso la vialibità ordinaria.
   Se mai noi potessimo conoscere le somme immense che con sì piccoli risultameli sono state assorbite dalla costruzione delle strade nazionali e provinciali, ci faremmo non poca meraviglia. Le strade non solo in Italia, ma per ogni dove quando sono uscite dal controllo immediato dei con-