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Opere Complete
Volume Terzo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 465

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   GIUSEPPE PEYINOftNZI
   Governo non abbia la stessa premura ch'egli può avere di mettere in buon ordine le nostre ferrovie.
   E poi mi permetta l'onorevole Gabelli di ripetere ciò che egli disse intorno ai commissari delle ferrovie per rapporto all'inchiesta: « ma i commissari cosa fanno? O i vostri commissari fanno il loro dovere, ed allora dovreste sapere quanto vi occorre; oppure per saperlo avete bisogno di un'inchiesta, e allora i vostri commissari sono cattivi, e mandateli via ».
   Gli autorevoli uomini, i quali esercitano l'ufficio di commissari presso le ferrovie, ufficio gravissimo e di grandissima responsabilità, lo dirò pubblicamente, e mi è grato di dar loro quest'attestato, fanno tutti il loro dovere. Ma uua inchiesta, onorevole Gabelli, non significa un'inquisizione. Sventuratamente in Italia soventi volte abbiamo fatte delle inchieste, e le abbiamo snaturate, credendo che non si facessero le inchieste che contro le persone, mentre le inchieste per propria natura non sono che un modo di ricercare il vero, di indagare lo stato delle cose, di raccogliere autorevolmente le opinioni delle persone esperte di una data materia, di riconoscere le difficoltà che attraversano il pubblico servizio, e di additare praticamente come si possono superare.
   Ed invero in un paese molto più antico di noi per le forme di libertà, dove l'individualità si rispetta almeno quanto in Italia, in quel paese noi vediamo spessissimo gli amministratori stessi andare avanti il Parlamento e domandare una inchiesta sulle loro amministrazioni. Non è una investigazione contro le persone loro che essi domandano e che il Parlamento ordina, ma bensì un impedimento solenne per iscoprire tutto ciò che si deve scoprire, per accertare bene i fatti, per risolvere grandi difficoltà.
   L'inchiesta ha qualche cosa di speciale, ha qualche cosa di necessario in un Governo retto a libertà, inquauto-chè per cose di grande importanza non basta l'asserire la propria convinzione, non basta che un ministro appoggi i suo convincimento alla propria coscienza, ma deve comincerò il pubblico, fornendogli gli elementi ed i ^criteri per