Museo industriale di torino
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quello della ignoranza. Fu detto ehe ogni 0*2*01» tinto può quanto sa. Il sapere nel eampo economico è il ni* attivo strumento della produzione, e quindi il primo fattore della pubblica ricchezza. Nell'assiduo progresso delle scienze e nello studio delle loro applicazioni alle arti utili, dobbiam cercare le coudizioni della prosperità del popolo italiano-e quindi sorge il bisogno di una buona e larga istruzione scientifica ed industriale, che agevoli i modi di raggiungere quello scopo ». E prosegue: « L'idea di uu istituto pubblico in cui sieno custoditi, e fatti ostensibili agli studiosi i diversi saggi di materie prime, fondamento delle diverse industrie, i successivi prodotti che con successive trasformazioni si ottengono da quelle materie, i modelli di utensili, di macchine, di strumenti utili ai manifattori, agli agricoltori, agli operai, fu certo un'ispirazione feconda di felici risultati, e destinata a dare un forte impulso all'industria nazionale ». Ed ispirato a questi convincimenti, il Cordova intendea col ricordato decreto, che l'insegnamento superiore del Museo avesse a provvedere largamente ai bisogni delle industrie agricole, meccaniche, chimiche e metallurgiche, col doppio intento « di formare i maestri per gl'Istituti industriali e professionali, e gl'ingegneri per le industrie meccaniche, chimiche, metallurgiche ed agricole, unitamente ai direttori d'imprese industriali ed agricole, rilasciando diplomi di professori e diplomi d'ingegneri per le industrie meccaniche, chimiche, metallurgiche ed agricole » (Art. 2 e 3 del Decreto). Stabiliva inoltre, « che i corsi di questo insegnamento superiore dovessero sempre essere accompagnati da esercitazioni pratiche nei gabinetti e nei laboratori, e che il Museo, tenendosi in relazione con istituzioni, con opifìci industriali, nazionali e stranieri, e con direttori di aziende agricole, avesse a promuovere e curare l'invio ad essi di quegli allievi, che aspirassero alla pratica delle diverse industrie e dell'agricoltura » (lbid, art. 8); « che potessero eccezionalmente essere ammessi alle esercitazioni nei laboratori, e nelle collezioni del Museo, per un determinato tempo, nonché diretti ad opifici italiani o esteri, o ad aziende agrarie, anche senza iscrizione, quegli studiosi,
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