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Opere Complete
Volume Terzo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 465

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   giuseppe dkvinoknzi
   176829 uditori »), mentre nel semestre del 1876-77 "a.........
   sette anni di esperimento, non vi ebbero che l'>-, ' P° ohe frequentarono tutti i corsi liberi del Museo\ Torin? che non si risolvono, comparativamente, cbe ad un meschi' nissimo numero di uditori. Senza che è facile cosa il prendere, come il non poter consegnile il diploma dovesse allontanare i giovani da quegli studi. Il Perdonnet "!ffi0 nando della Scuola Centrale, osserva cbe la maggior parte degl'industriali « exigent des élèves qu'ils venlent emplóyer la production de leur diplòme on de leur certificat de capacitò; et cornme le certificat est de valeur moindre que le diplòme, ils se j>résentent cbaque année d'anciens élèves qui, n'ayant obtenu que le certificat, vienneut concourir de nouveau pour obtenir le diplòme » s). Brevemente, come si prevedeva, la conseguenza del nuovo ordinamento del 1869 fu che le scuole e i laboratori rimanessero deserti, e cbe gli egregi professori, che erano alla direzione dei vari corsi professionali, abbandonassero tutti quell'istituto, vedendo venir meno lo scopo per cui erano stati chiamati; il Kopp, professore di chimica industriale, andò a dirigere gli studi di tecnologia chimica al Politecnico di Zurigo, affermandoci che non mai avrebbe abbandonato il Museo se i suoi insegnamenti avessero potuto seguitare ad essere di qualche utilità alle industrie italiane; il Cantoni, professore d'economia rurale, si rifugiò alla Scuola superiore di agricoltura di Milano, e l'Alvino, professore dj meccanica industriale, tornò al Ministero dei lavori pubblici nel suo primitivo
   ufficio d'ispettore delle ferrovie. .
   Il danno che da quest'ordinamento venne alle collezioni non fu minore, essendosi sconosciuto l'ufficio del conservatore e toltogli infine la facoltà di poter corrispondere coi manifattori italiani e stranieri. E ognuno conosceva che colla libertà concessa al conservatore, cav. Guglielmo Jerv chi scrive queste cose aveva annualmente" preziose collezioni e tenutele al corrente del progresso
   ') Bop. >ur l'enseign. du Con*, imper. des art. et mei. en 1862-63. ') Eni]., t. II, p. 512.