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dovremmo DOI, ed a più forte ragione, far nostre le osservazioni del Perdonnet, ponendo mente al gran bisocno che ha l'Italia di accrescere la sua ricchezza, ed alle basse condizioni di quasi che tutte le nostre industrie? e'per meglio persuaderci della grande importanza che possa avere sulla prosperità di una nazione l'insegnamento superiore industriale, non sarà inutile cosa di venir ricordando i benefici che sono derivati alla Francia dalla scuola centrale. Nella più volte citata inchiesta francese il Perdonnet raccolse delle informazioni su 1147 allievi sopra i 2051, che ne avevano conseguito il diploma o il certificato di capacità, da cui risultò che i più erano applicati alle industrie 1).
Notissimi manifattori e direttori di grandi fabbriche, come i Gros, i Dolfus, i Buruat, i Hartman, i Gast, i Seil-liers, i Eondeux ed altri, che fanno la gloria delle industrie moderne, e non pochi eminenti agricoltori, fra i quali ne piace di ricordare i Dailly, i Darbley, i Ehone e i Maries furono allievi di quella scuola. E tale e tanta può essere per una nazione l'importanza di una simile scuola, che Michele Chevalier, ragionando dei trattati di commercio e della necessità che aveva l'industria francese di raddoppiare
') Erano impiegati come seguo: 320 nelle ferrovie; 166 come ingegneri industriali; 124 nelle ferriere, mine, cave, ec£.; 68 nelle manifatture (fabbricanti di panni, lana, lino, tintura, ecc.);
54 come costruttori (li macchine; 43 come filatori;
38 come fabbricanti di prodotti chimici; 31 nei gas;
28 come fabbricanti di zucchero;
23 nelle fabbriche di cristalli, vetri, porcellane, ecc.; 17 come fabbricanti di carta; 37 come agricoltori;
42 come professori di scienze applicate; 17 come agenti viaggiatori;
55 come architetti;
22 come ingegneri di ponti e strade; 26 come funzionari pubblici.