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GIUSEPPE PEVINCENZI
nostro sistema di istruzione pubblica, non sapremmo Sahare di tentarlo di nuovo per Planamento^ superi! industriale, giacché l'esperienza ne ha ammaestrataci ! vera difficoltà che incontrò quel decreto fu l'attuazione di quel coordinamento. I giovani dovrebbero essere iscritti n corsi del Museo colle stesse condizioni che si richiedono per 1 ammissione ai corsi delle facoltà universitarie di scienze bsiche e matematiche; e nel Museo dovrebbero essere istituiti tutti gl'insegnamenti che potessero condurre gli allievi sino ai diplomi nelle varie facoltà, vuoi come iugegneri industriali, vuoi come professori. Ma questi studi dovrebbero essere fatti come appunto si fanno nella Scuola Centrale di Parigi; secondo superiormente descrivemmo colle stesse parole del Perdonnet, ed in tutti gli altri politecnici. E per tener molto alto il diploma, e non esser obbligati o di ab bassarlo alle capacità inferiori, o di lasciare molti giovani senza alcuna posizione al finire de' loro studi, noi, seguendo l'esempio della Scuola Centrale e di molte altre istituzioni, desidereremmo che si concedessero dei diplomi e dei certificati; e questi per coloro i quali non avessero conseguito i massimi benefici dall'insegnamento. Dare lo stesso titolo a giovani spesso per istruzioni differentissimi, è abbassare professioni e nuocere ai migliori allievi.
Il Museo industriale nel 1860 fu ordinato a formare i maestri per gl'Istituti tecnici, e gl'ingegneri e direttori pelle industrie meccaniche, chimiche, metallurgiche ed agrarie. Dopo di quell'anno sorsero le Scuole Superiori di agricoltura di Milano e di Portici, ove sono due egregi direttori, il Cantoni ed il Celi. Stabilito cbe fosse l'ordinamento fondamentale del Museo con tutte le non poche scuole che vi si dovrebbero aggiungere, sarebbe da ricercare se non convenisse del pari conservare la facoltà di agronomia. Egli e impossibile ornai di divenire un vero agronomo senza seri studi in moltissime altre scienze, che sono le basi del eco nomia rurale. Se questa vastità di studi « così bene nelle Scuole di Milano e di Portici come nel Mu seo, io non mi opporrei alla soppressione ddla fa olt,K ria. Ma la cosa vuol essere considerata con molta p