Stai consultando: 'Opere Complete Volume Terzo', Giuseppe Devincenzi

   

Pagina (279/510)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (279/510)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Opere Complete
Volume Terzo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 465

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!



[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   GIUSEPPE DEV1NCENZ1
   2 84: ...............................................................................................
   lementari diurne a 43 380 con 43 305 maestri E perchè possa portarsi ancora un più retto giudizio, vogliam qui ricordare come dal censimento del 1871 risulti, che sui giovani allora da 5 a 7 anni ve ne erano di analfabeti l'85,75 per cento, su quei da 7 a 10 il 71,61, e su quei da 10 a 20 anui il (>3,84; giovaui tutti che avrebbero dovuto ricevere il beneficio dell'istruzione dal nuovo Regno d'Italia 2).
   Ed i più di quei pochi che non sono analfabeti, che istruzione mai hanno? Se potessimo entrare in questa gravissima ricerca, facilmente ci persuaderemmo che le nostre piaghe sono molto più sanguinanti che comunemente non crediamo. Dalle quali cose tutte a noi pare potersi facilmente dedurre che in fatto d'istruzione pubblica, anziché di maggiori spese, noi abbisognamo di più sani consigli e di migliori ordinamenti, e specialmente di più profonde convinzioni. Or chi non vede i danni gravissimi che derivano alio Stato e alla nazione, tanto dal lato civile e morale, quanto dal lato economico e finanziario, da questa mancanza d'istruzione, sia generale, sia speciale, e quanto non ne abbia a soffrire la nostra civiltà? E quali e quante altre gravissime considerazioni ancora non potremmo noi fare sull'influenza che questo tristissimo stato di cose ha sulla nostra politica interna e sulla stessa nostra difesa nazionale? Io confido, che chiunque sia venuto leggendo ciò che in queste pagine abbiamo scritto, facilmente si convincerà come la più parte delle cose, per cui maggiormente ci lamentiamo, derivino, come necessaria conseguenza, dalle condizioni del nostro pubblico insegnamento. E se qui ne fosse il luogo, come certo non è, ben potremmo noi venir toccando di altre riforme gravissime ed urgenti, che apporterebbero del pari grandi benefici al paese senza alcuno aggravamento delle finanze.
   E queste, e simili a queste, erano le riforme che le nostre popolazioni avevano principalmente il diritto di attendersi, dopo che superammo la massima delle difficoltà, che
   ') H)Ul, pag. 131. *) lbid., pag. 122.