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Regno d'Italia presso l'Esposizione Universale di Londra 11 e 1° 1862, unitamente al compianto marchese Gustavo di Cavour, la coltivazioue a vapore già era stata applicata in 89 poderi della estensione iu totale di ettari 19206. Il mag. giore dei poderi era di ettari 1200; il minore di 42, e nella massima parte gli altri da 100 a 300. Nel 185G solo in due poderi fu introdotta la coltivazioue a vapore, uno del signor Battrock nell'Hunts e l'altro del signor Allin Williams nel Wilt, clie ad onore si ricordano. Nel 1857 s'introdusse in altri 6; nel 1858 in altri 10; nel 1859 in altri 8 e nel 1860 in altri 7; sicché fino a quest'ultimo anno non vi erano in Inghilterra che 33 poderi coltivati con questo nuovo sistema. Nei due anni successivi, per i maggiori perfezionamenti apportati agli apparecchi, la coltivazione a vapore divenne più estesa. Nel 1861 s'introdusse in ben altri 23 poderi e nel 1862 in altri 34. Dopo di che questa specie di coltivazione addivenne in Inghilterra sempre più comune, per modo che nel 1866 già vi erano 140 poderi coltivati a vapore, che costituivano una estensione di 26000 ettari, ed in appresso si è venuta sempre più allargando ed in una progressione molto maggiore
I più benemeriti propagatori di questa grande applicazione del vapore all'agricoltura furono il Fowler ed i fratelli Howard, e quasi per ogni dove non si rinviene ora che i loro apparecchi. Unitamente alla perfezione della locomobile, ciò che ha reso possibile la coltivazione a vapore è il sistema della trazione funicolare, ed in particolar modo la sostituzione delle funi di acciaio a quelle di ferro, che oltre di diminuire il peso morto impedisce gli accidenti di rotture in ispecie nelle lavorazioni profonde. La resistenza per millimetro quadrato di un filo di ferro non era che di 70 chilogrammi, quella di un filo di acciaio è di 150; ed una fune composta di 24 fili di acciaio di 2mm 2 di diametro, che non pesa che un chilogramma per metro corrente, resiste alla trazione di quasi 100 cavalli. Arrogi che le funi di acciaio sono più flessibili e meno soggette alla ossidazione
') Journ. of the E. Soc. o) Agric. of Engl. 1867.