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GICSEPrE DEVI NOENZI
questo convincimento, che se alle volte in Inghilterra colla introduzione del vapore nella coltivazione della terra si sono dimiuuite le spese, in tutti quei paesi, ove il combustibile è più caro, non convenga un simile sistema. Ma forse non si sarebbe venuto a questa assoluta conclusione se si fosse posto mente a ciò che la Commissione d'iuchiesta inglese del 1866 di nuovo osservava, « che cioè il prezzo del lavoro della terra in ogni modo ò di minore importanza che l'eco-nomia del tempo » e che « in molti casi colla lavorazione a vapore vi ò un accrescimento nei prodotti, che spesso ammonta a 7 ettolitri di frumento per ettaro » '). E ne giova di chiarire questa osservazione colle parole di uno dei più illustri agronomi fraucesi, il nostro amico E. Le-couteux, che fu l'iniziatore del concorso di Petit-Bourg: « La rapidità nell'esecuzione della coltivazione a vapore merita una particolare considerazione, perchè essa rende per così dire il coltivatore padrone delle stagioni. Per contrario coi buoi o coi cavalli i lavori di state ed i lavori d'iuverno si eseguono così lentamente, anche nei poderi meglio ordinati, che l'agricoltore non utilizza che poco la potenza fertilizzatrice degli agenti atmosferici; anzi è troppo fortunato quando non è condotto da ritardi a ritardi a lavorare le sue terre a controtempo. Senza dubbio vi è una grande supsriorità nella coltivazione a vapore non solo perchè fa lavori più perfetti, ma anche perchè, non lavorando che nei giorni propizi, fa giornalmente un maggior lavoro » 2).
Il vero vantaggio della coltivazione a vapore è l'economia del tempo ed il potere eseguire i lavori nelle condizioni più. favorevoli, donde più costanti e maggiori i prodotti. Ma il desiderio e la facilità di attuare simili riforme, che o non danno un grande utile immediato, od il cui utile non è agevolmente compreso, non nasce che in quei paesi ove l'agricoltura è molto innanzi, ed ove pei grossi profitti, che se ne traggono, i capitali vi accorrono abbondantemente,
') Oior. della S. E. sop. cit. Le lalour. eop. cit., pag. 71,