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Opere Complete
Volume Terzo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 465

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   coltivazione idraulica
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   Aggiungiamo la difficoltà proverbiale delle mutazioni dell, pratiche in agricoltura, e comprenderemo perchè finora se usciamo dall'Inghilterra e da altri pochi paesi così rara inente incontriamo altrove la coltivazione a vapore.
   II.
   Del nuovo trovato della lavorazione idraulica.
   Dopo aver lungamente meditato sui grandi progressi che la coltivazione a vapore potea far fare all'agricoltura, e dopo essermi persuaso che nelle condizioni, nè liete, nè ricche, della nostra agricoltura non possiamo vederla divenir comune fra noi mi rivolsi ad altre ricerche, e ad un nuovo sistema che dopo avere con lunghi studi perfezionato e reso pratico sento ora il bisogno di pubblicare. E delle incontrate difficoltà nell'introdurre la lavorazione a vapore fra noi debbo non poco rallegrarmi, avendo per esse trovato l'applicazione alla coltivazione della terra di un'altra forza immensa, inesauribile, comunissima in natura, che il più dello volte non costa nulla o pochissimo, a paragone di ciò che si spende pel vapore; intendo parlare della forza delle acque. Finora i motori idraulici non sono serviti che pelle industrie; per questa nuova applicazione sono chiamati a rendere grandi servigi anche all'agricoltura.
   Io uso in questo nuovo sistema di lavorazione, qual'è, l'apparecchio Howard, che funziona mediante una sola locomobile e che rimane durante il lavoro sempre fisso in un luogo (vedi la figura). Con due funi d'acciaio, ciascuna della lunghezza di 650 a 700 metri, posso lavorare un campo di circa 12 a 13 ettari senza rimuoverlo. Ora immaginate un motore idraulico sostituito alla locomobile, ed avrete perfettamente compreso il facile trovato, la cui ricerca per altro ed il cui perfezionamento han costato nè poche, ne brevi cure a chi scrive. Tutti i trovati sono facili dopo che
   son fatti. È il vecchio caso del Colombo e dell'uovo. Ora se il motore idraulico rimane in mezzo a quattro campi cu
   lavorare, di circa 12 a 13 ettari l'uno, si potrà lavorare con esso 50 ettari di terreno; o altrimenti, secondo i casi, óì^o