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Opere Complete
Volume Terzo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 465

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   GIUSEPPE DEVINCENZI
   ì)0o
   per 100, la perdita di circa 21 cavalli, e per le trasmissioni di 9 chilometri di altri cavalli 23. Sicché per avere la forza effettiva di 180 cavalli, da distribuire alla ragione di cavalli 18 ad o<>ni podere, dovrà arrivare alla prima stazione primaria la forza di cavalli (180+21 + 23) 224. E perchè questa forza vi arrivi dal luogo di origine, che si è supposto a chilometri 5 di distanza, dovrà computarsi per l'attrito delle due grandi pulegge del motore idraulico e della prima stazione una perdita di cavalli 5,00 e per la trasmissione di 5 chilometri altri 12, cioè cavalli 17,(10. 11 motore idraulico dunque dovrà produrre una forza di cavalli (224 + 17,60) 240 circa, che alle mutate condizioni torna coi computi di Hirn. Messa così la forza a disposizione di ogni coltivatore essi dovranno provvedere al modo come impiegarla ne' loro poderi.
   Ogni podere avrà necessità di fare tre altre stazioni secondarie, che unite alla stazione primaria costituiranno quattro motori con cui potranno coltivare i 200 ettari.
   Naturalmente essendovi un legame fra questi dieci agricoltori vi dovrà esser fra loro uu'associazione con statuti e regolamenti, e da questa loro unione potranno ritrarre anche un maggior vantaggio. I diciotto cavalli di forza, certo non possono essere sempre necessari in ciascun podere. La massima delle forze in agricoltura non si adopera che nei primi lavori quando si rompe la terra, gli altri lavori di aratri di seconda coltivazione, di coltivatori, di scarificatori, di frangizolle, di erpici, di rulli richiedono infinitamente minor forza. Or quando alcuni agricoltori abbisognino di minor forza potranno gli altri far dei lavori straordinari di lavorazioni di terra impiegando invece di 18 anche 30 o 40 e più cavalli.
   In un sol caso l'associazione fra i coltivatori non sarebbe necessaria, quando cioè sorgessero delle Società, come tante ne sono sorte in Inghilterra per la coltivazione a vapore, a fin di agevolare ai coltivatori questo nuovo sistema di lavorazione; ma di ciò torneremo a parlare in appresso. Nell'uno o nell'altro caso per altro bisogna provvedere nel primo stabilimento, che si possa trasmettere questa maggior iorza ai campi che vogliono lavorarsi più profondamente.