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Opere Complete
Volume Terzo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 465

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   GIUSEPPE DF.VINCENZI
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   ma anche in queste operazioni saranno introdotti grandi risparmi a cagione dei trasporti che potranno farsi con queste forze. E però in cosiffatte terre di poco potrà diminuire questa proporzione dell'economia del 60 o del 70 por 100 nelle spese di coltivazioue.
   Ma per enorme che sia questo risparmio il principale vantaggio di questo nuovo sistema non sarà questo, ma la
   maggiore produzione.
   L'agricoltura non consiste, ci piace ripeterlo, che nei laro-ri e negl'ingrassi; sono queste le due parole che comprendono tutto. Le terre, che sono feracissime pel funesto abbandono in cui sono state tenute, non avranno, come testé dicemmo, per qualche tempo bisogno che dei buoni lavori per elevarsi alla loro massima produzione. Ed i dieci poderi, da cui non vogliamo escire, che colla coltivazione ordinaria non rapporterebbero forse 100 mila lire, renderanno, come rendono altrove mediante una razionale agricoltura, 2 milioni; e, che è più, con una economia del 00 o 70 per cento sulle spese di coltivazione. Lasciando stare per ora le applicazioni, che se ne potrà fare nelle altre Provincie d'Italia, per non ragionare che delle cose nostre, se questo nuovo sistema si estendesse in gran parte nell'Agro Romano, avvantaggiandoci di quella immensa forza idraulica, che la Provvidenza ha messa quasi alle porte di questa eterna città, intendiamo parlare delle acque di Tivoli, quale uon ne sarebbe la prosperità che ce ne potrebbe venire? Ed una coltivazione intensiva coi più perfetti lavori meccanici della terra non sarebbe forse il mezzo più potente per risanare e bonificare quest'Agro Romano, che a molti ancora pare essere una quistione disperata e da uon escime? Non sono rari i casi di paesi bonificati per l'introduzione di una buona agricoltura. Senzachè i lavoratori che non soffrono pei bisogni naturali della vita, che possono nutrirsi e vestir bene, che hanno ove abitare confortevolmente, costituiscono le valorose coorti die veramente debellano il più formidabile ed il più micidiale di tutti i nostri nemici, un'atmosfera infetta: sono essi i veri trionfatori della malaria. Ma noi non potremo mai avere un così possente ausilio finche colla, miglio-