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scro fra noi per la lavorazione idraulica; ed io farei voti che la prima di queste Compagnie avesse a nascere a Roma per la coltivazione dell'Agro Romano. L'impresa sarebbe uon solo di grande utilità, ma altamente patriottica, e i o-randi ed illustri possessori della campagna romana non dovrebbero lasciare ad altri questa gloria. Potranno queste Compagnie funzionare in svariatissimi modi, come fanno le Compagnie pel miglioramento delle terre e le Compagnie di coltivazioue a vapore in Inghilterra. Potrà la Compagnia stabilire e mantenere le grandi trasmissioni principali e venir affittando ai coltivatori la forza nel transitare che farà pei loro poderi, lasciando ad essi di provvedere alle stazioni secondarie, se i poderi saranuo superiori ad ettari 50, ed agli arnesi di lavorazione. Potrà provvedere anche alle stazioni secondarie ed agli arnesi, mediante un pagamento in capitale, o in interessi ed ammortizzamenti. Le potrà convenire di far tutte le spese di primo stabilimento di questo nuovo sistema, e prendere un tanto per cento sopra gli accresciuti prodotti. Potrà infine prendere in fitto o acquistare delle terre, disporle a questa specie di coltivazione e poi ricederle per esser coltivate ad altri. E la Compagnia dovrebbe inoltre sotto il suo patronato far sor gere a Roma un'officina di meccanica agraria che provvedesse tutto l'occorrente. I benefici di questa Compagnia potrebbero solo essere eguagliati dall'utilità che ne ritrarrebbe il paese; perocché durante 15 anni, essendo questa invenzione stata a questi giorni assicurata all'autore con certificato di privativa, essa sola potrebbe esercitarla o farla esercitare nell'Agro Romano. E l'autore di questa invenzione è disposto a cedere l'esercizio di questo trovato a termini equissimi sia a qualunque Compagnia, sia a qualunque privato in qualunque parte d'Italia ed altrove.
Roma, 1. marzo 1884.