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dello Stato per garanzie di 4800 000 lire l'anno, fissando per ogni chilometro la garanzia a lire 10 500.
Ma siccome i progetti delle linee ferroviarie non sono stati fatti dal Genio Civile, ma bensì da una Società interessata, cioè dalla Società Reale delle strade ferrate sarde, e sono progetti di massima, così è noto generalmente come questi progetti si fauno; quando si eseguiscono riescono sempre più lunghi di quelli che sono stati previsti.
A me pare che sia più probabile che nella esecuzione queste strade abbiano a tornare di 500 chilometri, e più, anzi che di 400, specialmente guardando alle condizioni della Sardegna tanto per le paludi, quanto per le formazioni geologiche.
Pur per importante sia questa spesa per altro di 100 milioni, io credo che le considerazioni, sopra cui intendo chiamare l'attenzione del Senato, siano molto più gravi e più importanti.
Noi oggi siamo chiamati ad aggravare annualmente il bilancio dello Stato per sessanta anni di 5 milioni, ossia per sessant'anni accresceremo il nostro debito di una somma che risponde a 100 milioni; domani saremo invitati
a discutere per la direttissima da Roma a Napoli, la quale per risparmiare 15 o 20 minuti di viaggio, farà spendere allo Stato 60 o 70 milioni. E qui mi piace di richiamare tutta l'attenzione del Senato, perocché io adesso non parlo a prò o contro questa o quella linea, questa o quella strada ferrata, ma parlo a vantaggio delle finanze dello Stato, della vita economica dei Paese, e del pericolo in cui versa la Nazione per queste spese non molto considerate.
Come strada direttissima da Napoli a Roma, da percorrere in circa quattro ore, coll'aggiunta di soli 10 a 15 minuti, potrebbe benissimo servire la strada attuale, purché si rettificassero alcuui tratti.
Quando io reggeva il Ministero dei Lavori Pubblici, si è discusso ampiamente questa questione, e richiamo l'attenzione dell'onorevole mio amico Ministro Genala su questo argomento.
NeJ Ministero dei Lavori Pubblici deve esservi un prò-