ricordare che abbiamo un altro documento dello stesso Ministro dei Lavori Pubblici, il quale c'informa che le strade Sarde dal 1875 al 1884 sono andate sempre in diminuzione di prodotto lordo; di modo che, come nel 1875, 1876 e 1877 rendevano da 5049 a 5000 lire al chilometro, nel 1878, 1879 e 1880 sono scese da 4667 a 4287 e nel 1882, 1883 e 1884 sono andate sempre diminuendo, sicché nell'ultimo anno, di cui abbiamo il conto, cioè il 1883, sono sbassate tino a lire 3504 al chilometro.
Abituato un poco allo studio delle statistiche ferroviarie (nelle quali spesso non è agevole di leggere), mi sono domandato: ma di che utilità souo state all'Isola di Sardegna queste strade? È stata l'utilità corrispondente ai sacrifìci che queste strade sono costate? La risposta fu la seguente: Il maggior prodotto delle strade ferrate in Sardegna, come per ogni dove, lo dàuno le merci a piccola velocità ed i viaggiatori. Orbene, dalle statistiche ministeriali risulta, che le merci transitate a piccola velocità sulle strade ferrate Sarde nel 1883 ebbero un peso di tonnellate 108 896; ma siccome questa cifra rappresenta il transito medio, le stesse statistiche ferroviarie, molto ben fatte, riducono, ragguagliando questo transito per tutta la percorrenza, a tonnellate 16,279, ossia a tonnellate 44,48 per giorno, durante l'auno: il che equivale, incredibile a dirsi, per ogni chilometro della linea alla percorrenza di 108 chilogrammi al giorno.
Signori, quando uua strada si trova in queste condizioni, si potrà dire essere utile ad una intera popolazione? Io credo di no.
Veniamo adesso all'altro ramo principale di produzione, che è quello dei viaggiatori.
Mi dispiace di annoiare il Senato con questi calcoli....
Voci. Anzi, parli pure.
Senatore DEVINCENZI.... I viaggiatori che percorsero quell'anno i 413 chilometri delle strade ferrate non furono che 5805 di prima classe, che è quanto dire per giorno 17 e 27 centesimi, meno di 18; nella seconda classe ne viaggiano 52 705, che tornano a 144 individui per giorno; non