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Opere Complete
Volume Terzo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 465

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   tìlUSICtt'E DJCVÌNCENZI
   della popolazione e della superficie, sebbene sarebbe molto più giusto di prendere degli clementi medi e d'abbassare quello della superficie, in quanto che il suolo è la materia in cui l'uomo esercita le sue industrie, è il mezzo, l'istru-menlo per cui produce le principali ricchezze nazionali, ma il vero fattore della ricchezza è l'uomo. Quindi quanto maggiore è il numero della popolazione, quanto le popolazioni sono più intelligenti e più industriose, tanto maggiore è la ricchezza nazionale ed in conseguenza il bisogno delle strade ferrate. Ma ratteniamo pure le popolazioni e le superfìcie quali sono. Che cosa troviamo? Troviamo che la provincia di Cagliari per rapporto a popolazione tiene il 57.° posto per estensione di strade ferrate, cioè che vi sono altre 56 provincie delle nostre 69, che hanno minor ferrovie di quella di Cagliari. La provincia di Sassari naturalmente si trova in un posto superiore.
   Vi sono ancora ben dieci o dodici provincie le quali hanno meno di 16 o 18 metri di strade ferrate per chilometro quadrato.
   Le proviucie di Sardegna adunque per ferrovie non si trovano certo in una condizione inferiore alle altre del Regno; e questo voleva dire perchè non si avesse a credere che parlando mirassi al danno di un'isola, che io stimo moltissimo, e che vorrei veder veramente prosperare, e per cui invoco, come per tutte le provincie del Regno, dei provvedimenti molto più energici dalla parte del Governo.
   Io diceva fin dal principio, che mi era indotto a parlare non tanto per la legge in esame quanto per sottoporre alcune considerazioni al Senato, al Governo ed al paese, parendomi che fossimo sopra una via la quale non poteva che tornarci di nocumeuto.
   L'onorevole Presidente del Consiglio sa la stima che io ho per lui, ma mi permetta di parlare francamente.
   Son dolente dover dire che noi siamo per una via che non può portarci a bene. Abbiamo esordito con una legge senza precedenti, quella del 1879, decretando la costruzione di 1530 chilometri di strade ferrate: abbiamo impegnato il bilancio dello Stato fino al 1890 o 1894, lasciando a dispo-