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avvenuta; per altro io credo che un uomo è sempre uomo, e resistere a pressioni iu certi momenti mi pare impossibile cosa. E io ho veduto un giorno, discutendosi nella Camera dei Cornimi sopra un'importantissima opera di bonificamento, quella del Clyde, che offrendosi da alcuni membri del Parlamento ad un Ministro la facoltà di regolarne la concessione, questi rispondere Signori, non vogliate dare l'esempio che il Parlamento si spossessi di uno dei maggiori dei suoi diritti; non permettete che un Ministro possa trovarsi nel caso di non poter rifiutare qualche cosa che non dovrebbe fare. Non introducete nel Parlamento dei precedenti pericolosi.
E qui avvicinandomi alla fine sono dolentissimo, che come veggo gli altri Ministri in quei banchi, non vegga l'onorevole mio amico il Ministro delle Finanze: imperocché se tutti i Ministeri sono solidali, se il Presidente del Consiglio è responsabile di tutto ciò che si fa dal Gabinetto, nondimeno io sarei stato lieto che l'onorevole Ministro delle Finanze fosse stato anche al suo posto, specialmente perchè debbo dire qualche cosa che riguarda lui e le sue opinioni.
Signori, è inutile che discutiamo, se in Italia vi sia o non vi sia una crisi agraria; nè ciò sarebbe il luogo.
Sventuratamente vi è, nè io debbo dimostrarlo; sarebbe come il voler dimostrare che adesso è giorno e non è notte.
Il Ministro delle Finanze ha detto in altro recinto che le coltivazioni sofferenti sono sole quelle dei grani e dei risi, e che quindi non vi sia una vera crisi in agricoltura.
Ebbene, o Signori, le coltivazioni dei grano e del riso rappresentano il 50 % di tutte le ricchezze annuali agrarie, di cui vive il popolo italiano.
In Inghilterra si semina poco grano in paragone d'Italia. Ora, il Governo, riconoscendo che la coltivazione del grano sia in sofferenza (e questa discussione è stata ampiamente fatta in quel Parlamento), è stato sollecito a riconoscere che vi era crisi agraria.
Quando una produzione, che rappresenta anche il 20 o 30 °/0 dei prodotti agrari, è in sofferenza, non si può dire che non vi sia una crisi ed una gravissima crisi agraria.