CRISI ÀGRÀBLà
ciare alcuna parola la quale anche male interpretata possa mettere dissenzioni tra classi e classi.
Io sono così convinto del tristissimo stato iu cui si trova il paese per le infelici condizioni dell'agricoltura, che nou ho esitato, nonostante la grande stima che ho per tutti oli onorevoli uomini che seggono al Governo, di aprire al Senato tutto il mio animo, e se mai qualche parola un po' aspra, che non credo, fosse uscita dal mio labbro, l'intendo come non detta e ne dimando venia al Senato ed ai Ministri.
Non so se avrò altra volta il piacere di parlare a questo alto Consesso, non so se potrò esprimere altra volta le mie persuasioni; ma io prego caldamente gli onorevoli Ministri di volersi frenare in questa via in cui sono entrati, di far sosta e di volerne dare oggi l'esempio consentendo di sospendere la discussione di questo progetto di legge; imperocché 100 milioni sono tale somma che potrebbe formare la prima base per rilevare le infelicissime condizioni agricole italiane.
E qui conchiudendo ringrazio il Senato per la bontà che ha avuto di ascoltarmi con tanta benignità e propongo il seguente ordine del giorno:
« Il Senato prendendo in considerazione le condizioni economiche del paese e la poca utilità di accrescere per ora le ferrovie della provincia di Cagliari e di quella di Sassari, passa all'ordine del giorno ».
Senatore DEVINCENZI. Prendo di nuovo la parola solo per dare uno schiarimento, ed è che non è mio uso, non è uso di ninno in quest'Aula di pronunciare parole che possano tornare offensive a chicchessia, sia che segga sui nostri banchi, sia in quelli dei Ministri; tutti siamo compresi dell'alta dignità del Senato.
L'onorevole ministro Genala avendo raccolto una mia parola, pressione, non ha inteso il senso in cui io la diceva; la ripeto e confermo. Credo sia sana politica di porre coloro 1 quali debbono governare nell'assoluta indipendenza in cui l'uomo di Stato deve sempre trovarsi, ed avviso che la massima che ho ricordato del Parlamento e del Governo