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Opere Complete
Volume Terzo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 465

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   crisi agrària 34£
   e che necessariamente bisogna che la strada obbligatoria sia percorsa, a meno che non muoiano tutti i cittadini. Non può immaginarsi che le strade obbligatorie non siano frequentate e che un decimo di cittadino soltanto le percorra, come avverrebbe di quelle ferrovie complementari.
   In ultimo l'onorevole Ministro ne viene a dire; c'è una legge, e io debbo eseguirla. Il Governo ha fatto bene di eseguire la legge, se così ha creduto; noi, secondo me, faremo meglio a respingerla, in quantochè non c'è alcuna legge che possa obbligare il potere legislativo a farne un'altra che faccia il bene del paese. Il Parlamento può far tutto, dicono gl'Inglesi, fuorché tramutare l'uomo in donna; ed è nostro dovere di esercitare questo alto potere che abbiamo a vantaggio dello Stato e della nazione.
   Senatore DEVESTENZI. Io sono lieto di aver dato l'opportunità all'onorevole Presidente del Consiglio di fare quelle dichiarazioni che ha fatte e le quali veraménte saranno accolte con plauso dal Paese; cioè a dire che egli seriamente intende di occuparsi dei bisogni dell'agricoltura, questa gran fonte della ricchezza nazionale. A noi piace di prenderne atto.
   Per parte mia per altro ritengo le conclusioni e voterò contro la legge; ma, dopo le dichiarazioni fatte dall'on.le Presidente del Consiglio, non posso fare altro che ritirare il mio ordine del giorno.