Signori Senatori,
Procurerò di essere più breve che sarà possibile dopo le tante cose particolari che si sono dette da uua parte e dall'altra del Senato, essendo specialmente l'ora tarda. Si è dipinta dagli uni l'istituzione agraria con colori veramente oscuri, e dagli altri con colori troppo lieti e chiari, e, che è più, da due oratori delle stesse provincie venete, dall'onorevole Rossi e dall'onorevole Pecile; l'uno contraddice all'altro.
Da un documento importantissimo, che sta innanzi a noi tutti, che sta innanzi al paese, da una parte bellissima dell'Inchiesta agraria, che è quella che riguarda il Veneto, dettata da un egregio uomo, del quale dobbiamo rimpiangere la perdita, Emilio Morpurgo, puossi rilevare peraltro se veramente siano veri o no i lamentati foschi colori del Senatore Rossi, o le cose detteci dell'istruzione agraria della provincia di Udine e della sua benefica influenza sulla prosperità di quelle contrade.
A me pare, o Signori, da tutto quello che abbiamo sentito, che nel nostro sistema d'istruzione agraria vi sieno de' mali, che non son dipesi nè da questo nè da quel Ministro, ma da un peccato di origine, che finora, se non erro, non è stato rilevato da alcuno, peccato che fin a tanto che non sarà rimosso non potremo mai sperare che l'insegnamento agrario sia efficace e torni veramente utile al paese.
Io credo, e qui richiamo l'attenzione dell'onorevole Ministro di Agricoltura, io credo che storicamente il uostro