insegnamento agrario
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chio, temendo che dopo la sua morte non venisse meno il suo Istituto, che colle ricerche aveva arrecato tanto giovamento alla scienza agraria, legasse un valore capitale di tre milioni acciocché colla sua rendita si perpetuasse.
Noi Italiani, che non siamo stati mai restii ad imitare i progressi che altrove si fanno, ci mettemmo per la stessa via delle altre nazioni, e per tempo. Un egregio agronomo, e nostro Collega, testé ricordato dal Senatore Rossi in quest'aula, Cosimo Ridolfì, indusse il Granduca di Toscana a fondare uno stabilimento d'istruzione superiore di agricoltura a Pisa iu questa trasformazione dell'arte dell'agricoltura in scienza. Sventuratamente il Ridolfi dovette abbandonare quell'Istituto per entrare nella vita politica. Gli successe un uomo egregio, molto mio amico, che può dirsi il primo degli agronomi italiani del secolo, Pietro Cuppari, da cui ho sempre udito lamentare che gl'italiani non aveano compreso l'importanza dell'istruzione superiore in agricoltura, aggiungendo, che forse un giorno se ne pentirebbero; ed io ricordo questo vaticinio del Cuppari, e panni sventuratamente che non fu cattivo profeta.
Lo Istituto d'istruzione superiore pisano se non ebbe la sorte della cattedra universitaria di Napoli e di altre simili cattedre di agricoltura, ebbe una sorte anche peggiore; imperocché, se non fu condannato a morire, fu condannato a languire e a non esser (li alcuna utilità.
L'Istituto superiore agrario di Pisa fa parte di quell'Università e vi è uno dei migliori professori di chimica agraria d'Italia, Faustino Sestini, che per onore mi piace qui nominare. Due o tre anni fa, essendo io andato a visitare il suo laboratorio vi dirò che trovai. Avendogli domandato quanti giovani in media annualmente frequentassero il suo laboratorio per le esercitazioni di chimica agraria, rispose: « Le leggi ed i regolamenti in vigore prescrivono che al secondo o terzo auno tutti gli studenti di agricoltura debbano frequentare l'insegnamento pratico del laboratorio, di maniera che 11011 Potrebbero esser nò licenziati né laureati se nou avessero fatto un anno continuato di pratica in chimica u-graria ».
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