884 GIUSEPPE DE VINCENZI
ministrato tutto quello di cui avrete bisogno per viver meglio. Così uscirete dallo scoraggiamento, e potrete attendere senza ansia alla buona coltivazione. Vedete che ho gran fede nei miglioramenti a venire: son sicuro che un giorno non lontano potrete rendermi non solo quello che d'ora innanzi verrò somministrandovi; ma ciò di cui siete debitori pel passato; e però voi dovete aver fiducia in me. La sola condizione che vi fo è questa: voi dovete coltivare come io prescriverò che si coltivi. I mezzi non vi faranno difetto; ve li provvederò io. E, prima di ogni altra cosa vi dico, che fa mestieri che riduciate di un terzo la coltivazione del grano; così chi finora ne ha coltivato 12 ettari ne coltiverà 8 e chi 24 16. Gli altri due terzi del podere dovranno essere occupati dal prato di vicenda, e saranno abbandonate tutte le altre coltivazioni, granone, orzo, civaie, ecc. che alla fin fine vi rendono pochissimo o nulla. Noi non abbiamo concimi, nè possiamo averne per ora, non potendo nutrire molto bestiame per difetto di stalle, nè forse conterrebbe per mancanza di pratica affidarci a grandi allevamenti; e pure bisogna che torniamo a feracità le nostre terre. Nelle due terze parti non seminate a grano seminerete in una metà il primo anno e nell'altra il secondo una pianta biennale di foraggio; così avrete il podere ripartito in tre coltivazioni; un terzo a grano, un terzo a prato di primo anno, un terzo a prato di secondo anno; una rotazione triennale. Il prato del primo anno servirà per migliorare il nutrimento del bestiame da lavoro e per accrescerne il numero; quello del secondo anno per tornare a feracità il terreno sovesciandovelo, e sopra questo sovescio si seminerà il grano ». Quale dovette essere l'animo di quei coltivatori ad una simile proposta, è più facile immaginare che descrivere; forse vi si adagiarono in parte perchè le loro condizioni almeno venivano temporaneamente migliorate. Ed io stesso ho ritrovato dopo pochissimi anni le sorti di quegl' infelici contadini per modo mutate che non solo si eran liberati da tutti i debiti, ma aveano coi risparmi comperato degli animali ed altro. Ed avendo prima veduto quella brava gente nella più disperata miseria, sparuta dalla