i'AisrciiAZio PALMA <)
var si dovevano le foci de' nostri fiumi. Né altrimenti possono spiegarsi le palustri incrostazioni delle nostre valli, soprapposte all'argilla ed agli irregolari massi di tufo che ammettendo un alto livello dell' Adriatico ed una inondazioni) lunga e placida di acque dolci. Andossi abbassando il mare, perciò ritirandosi dalle falde delle colline e dei piccoli golfi, che erano nelle valli de' diversi fiumi. Bisognò allora che questi profondassero la foce, ed acquistando maggior declivio, poterono superar gli ostacoli, rodendoli nella discesa, ed andar così a lasciare asciutti mano mano i vari laghi già livellati ed in parte colmati colle superiori deposizioni. Crescendo la pendenza pel successivo abbassamento del mare, i fiumi scavarono gli strati lacustri. Allora il terreno piano disseccatosi s'imboschì come il resto del paese e le piante acquatiche sin sul lembo degli alvei germogliarono, in modo che i fiumi lentamente ed unitamente scorrendo tanto avean di letto quanto era il volume delle acque. I continui boschi, particolarmente sui monti, rattenendo le piogge, impedivano le frane, nell'atto che alimentavano fonti copiose e perenni, dalle quali scorreva limpido e continuo fluido, poco alterato dalle piovane e dallo scioglimento delle itevi per l'assorbimento e ritegno delle infinite radici. Per tale doppia ragione tutti i fiumi esser doveano navigabili allo sbocco non solo, ma su pel corso più o meno; e sìcurissimi porti presentavano ai leggieri legni delle prime epoche.