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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   DI PANCBAZIO PALMA 15
   alle pelli grezze, formaggio e carni per sicuro cibo. Neppur ciò bastando, l'aumentata gente si adattò a coltivar la terra per trame grani nutritivi, frutti gentili ed uve. Ohe se pur credevansi non pari al consumo i prodotti, segregavasi eletto stuolo di giovani, ed iuviavansi a piantar domicilio in altre contrade, sia occupando le nullius, sia scacciandone gli antichi padroni, o con costoro suddividendo il terreno o assoggettandoli a schiavitù, formandone una casta inferiore e serviente, come fecero gli Spartani cogl'Iloti ed i vari conquistatori dell'India. Tutti gli orientali ebbero tal' uso Egizii, Sirii, Lidii, Pelasgi, Tirreni, Liburni, Siculi, Umbri, Euotri ecc. I Sabini poi, qualunque fosse la loro origine, l'ebbero per rito di religione chiamato Primavera sacra. Quindi, oltrepassando gli Appennini sotto la condotta di un Fico, occuparono le orientali pendenze di essi, fondando Ascoli: ed in progresso, dilatando il dominio o la confederazione, riunirono tutto il paese dall'Esio alla Ubra-ta, che chiamossi Piceno; finché Augusto nella circoscrizione d'Italia lo estese fino ali'Aterno. Da ciò le infinite quistioni sul confine del Piceno verso Mezzogiorno, chi portandolo all'Aterno sin dal principio, chi alla Piomba limite dell'Agro Atrino, chi all'Elvino giuste le parole di Plinio (qua... finitur Praetutiana regio et Picentium incipit) e la carta di Pcutinger; ed alcuni fino all'Età presso Fermo.
   A mio parere non fuvvi meridionale confine del Piceno che al tempo di Augusto, ne' secoli seguenti fino all'età di Paolo diacono (1.11. e. 19) e questo fu l'Aterno: che solo allora il nome del Piceno fino a tal fiume si protrasse. Prima fu-ronvi limiti, ma fra Stato e Stato, o diremo fra Agro ed Agro. Tale fu il Salinello che sempre divise i Pretuziani dagli Ascolani; la librata che separò i Pretuziani medesimi dai Truentini; e fuvvi una linea convenzionale tirata fra le pertiche di Ascoli e di Truento, la quale, spiccandosi dall'odierno Carrufo, gettavasi nel Tronto, come al di là di esso altra simile linea disgiungeva Ascoli da Cupra; nell'atto che l'Aterno distinse sempre i Testini dai Marruccini.
   La seconda città della nostra provincia dovette essere Tniento, Sappiamo da Plinio, libro 3, che fondata da Liburni

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