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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   18 OPERE COMPLETE
   Vi ha questa differenza fra le quattro città, che Inte-ramnia si nomò sempre la nostra; Interamna le tre altre: i cittadini e le cose nostre si dissero Interamnites, Interamnates gli uomini e le cose delle altre. Tale distinzione è costante nelle lapide come ne' classici ed è serbata esattamente ne' riportati versi. Non conosciute tutte e quattro dagli eruditi furono talvolta scambiate. Così il sommo Muratori, nel Tes. classe lo n. 7, illustrando un' iscrizione, ove si nominano Interamnates, Histoniemes, Bucani, che decretarono un monumento a M. Blavio curatore delle strade Valerla Clcmdia e Trajano Frentana, credette che i primi fossero Interamniti, mentr'erano quei di Termoli, vicini agli altri due ed ugualmente interessati alle vie menzionate. È osservabile che le' quattro città riferite, avendo preso il nome dai fiumi, secondo Varrone (lib. 4 cap. o), abbiano deposto l'I» e serbato il ter. La nostra Interamnia fu metropoli dell'agro e luogo di congresso de' Pretuziani, ossia conciliabolo, come costa da monumenti e chiaramente si ha da Frontino. Ohe questo epiteto significasse luogo di adunanze si spiega da Festo. LOGUS ubi concilium convenitur... Conciliimi a i>oj)uli consensu, sive a concedendo idest vacando.
   Castro uovo rammentato da Plinio, da Strabene, da Frontino, detto castrimi civitatis dall'Itinerario di Antonino, segnato nella tavola di Peiitinger, pel suo nome istesso devesi riputar edificato più tardi, sì perché la collinetta dove era impiantato, di poco elevavasi sopra il livello del mare, sì perché le più antiche costruzioni non solo nel rialto, ma a piedi dello stesso estendevausi, come ivi son anche le fontane; in modo che nella sua origine alquanto più alto dell'attuale esser dovea il livello del mare, da lambire le sue mura. Forse fu da Pretuziani edificato e rimase nel Pretuzio sempre incluso come emporio di tutto l'agro. Certo che gl'Interamniti vi aveano dominio costando da una lapida rinvenuta fra' ruderi di quella città che i sudetti vi esigevano un vetti-gale. La iscrizione passabilmente conservata trovasi nel cortile del sig. Livio De Dominicis di Giulia ed è la seguente:

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