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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   DI PANCRAZIO PALMA 49
   sa di Poggio-Cono, intagliata di uve e pampini. Culto di Bacco e Venere indicano le metope rimurate nel portone di S. Maria a Castro novo; e fu trovato vicino Tortoreto il semibusto di un sacerdote ornato di pampini.
   Dall'epigrafe che troverassi al num. 2 si argomenta essere stata qui venerata Vesta o Cibelè sacra madre degli Dei.
   Si ha da una delle iscrizioni che alcune matrone ristorarono la statua della Dea Feronia, il di cui tempio era due miglia all'occidente di Teramo, in riva al fosso Gesso, dove l'epigrafe fu scoperta ed ove veggonsi avanzi di bagni.
   Del culto di Silvano evvi la pruova in un' ara già murata nella chiesa di S. Lorenzo fuori le mura ai tempi del Muzj e del Brunetti, ora nel suddetto museo col motto Silvano sacrimi: ed assicura il Campano che al suo tempo non mancava il simulacro di Priapo, di cui un mito di bronzo fu riuvenuto sulla sponda sinistra della Vezzola, asportato dal sig. Oliva.
   Nella raccolta del sig. Mentori evvi un Bsculapio inciso sopra agata, mentre il Sig. Ciafardoni di Giulia conserva un Mercurio di bronzo.
   Scavandosi nell'area dell'anfiteatro nel 1760 fu rinvenuta una grossa pietra coll'iscrizione: MARTI PACIFERO che fu ivi lasciata. Probabilmente eravi stata sopra la statua del nume tutelare dei fieri spettacoli, ed un idolo dello stesso nume incontrossi sotto Tortoreto, mentre altro in bronzo ne ha il sig. Montorj.
   Pare verisimile che Piancaraui villa di Campii, detta nei scorsi secoli Plana Ancarani, ugualmente che Ancarano, Terra del limitrofo Ascolano, derivassero i loro nomi da tempi dedicati alla Dea Ancaria, mentovata da Tertulliano, cui si prostrarono molti popoli e segnatamente gli Ascolani. Può esser che il tempio della Dea fosse stato presso la o-dierna chiesa di S. Stefano Ancarani, vicino Piancarani, in cui si notano grossi travertini, de' quali non è cava ne' dintórni, certamente di antico delubro.
   Molte e svariate si conservano le statuette e gli amuleti di Èrcole, il cui culto doveva esser comunissimo. Di P. PALMA, Opere complete. 4

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