Stai consultando: 'Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850) ', Giovanni Palma (a cura di)

   

Pagina (113/626)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (113/626)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   DI PANCRAZIO PALMA 63
   primo in Fermo. Alla desolazione della guerra si unì una carestia tanto fatale, che Procopio asserisce esser periti in detto anno 50 mila contadini nel Piceno. Eimasti quattro
   0 cinque anni sotto gli orientali imperatori, di nuovo furono
   1 nostri maggiori conquistati dai Goti. Vinto però ed ucciso Totila, tornarono in potere dei Greci. Ciò non valse a sot-trarli da altro passaggio di barbari, che guidati da Teja passarono per la nostra Salaria, onde rendersi nella Campania. L'anno seguente 554, calati i Franchi e gli Alemanni scorsero l'Italia fino ad Otranto, donde Leutari uno de' capi, retrocedendo transitò per la nostra marina. Passaggi di simili barbari, ed in generale di qualunque esercito di quei tempi, valeva quanto distruzione. Eimase l'Italia sottoposta agli orientali imperatori fino al 568.
   Non ho alcun mezzo per rilevare quando e perché l'antica Praetutium degli autori latini si cambiasse in Aprutium. Basti sapere che i confini e l'estensione del primo furono identici a quelli del secondo, cioè a Greco l'Adriatico, a Libeccio gli Appennini, a Scilocco il Vernano, a Maestro gli agri di Ascoli e di Truento. Distrutto però quest'ultimo, la parte della sua pertica al di qua del Trento avev'ampliata la contea di Apruzio, la quale sussistette fino all'impero di Federico II, che l'abolì. Quindi prima di S. Gregorio il vescovo non da Teramo, ma dal contado eras'intitoiato Apru-tiense fino a circa il 1110 e quindi fin oggi Aprutino si disse. Solo sappiamo che il cambiamento di Praetutium in Aprutium si operò dopo Tolomeo, che scrisse la Geografia nel II secolo e prima di S. Gregorio, nelle cui lettere abbiamo la più antica menzione di Aprutium.
   È modo attribuire ai barbari del Settentrione l'adulterazione del latino idioma nell'appararlo e nel comunicarlo ai posteri. Ma senza tale mischianza la lingua del Lazio nell'adottarsi da tutta Italia molte modifiche ed aggiunte avea ricevute. Difatti è l'Italia, come tutto il mondo, divisa in dialetti. Or se tutti questi hanno un fondo comune di latino idioma, molti vocaboli loro proprì conservano, dei quali l'etimologia nelle antecedenti favelle fa mestieri rintracciare. Così faceva il dottissimo Mazzocchi pel Napolitano

Scarica