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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   DI FANCRAZIO PALMA (J5
   sottoposti signori, disprezzavano le lettere quasi fossero un arte non dicevole ai nobili '), che solo valutavano il mestiere delle armi, tal che fino al secolo XII, oltre pochi secolari dedicati all'ufficio di notai, non si studiava che dagli ecclesiastici, obbligati a leggere ed intendere i libri santi, che perciò si disser chierici, come gl'idioti si nomaron laici. I classici quindi della Grecia, del Lazio e le opere de' Padri de' primi secoli, non altrove che ne' monasteri si copiarono e conservarono in un co' diplomi, come poi vi si scrissero le croniche.
   Durante il dominio de' Greci s'introdusse il codice di Giustiniano, nell'atto che Longino esarca di Eaveniia, da dove i Greci dominavano, l'Italia, aboliva la divisione per provincie ritenuta da' Goti, sopprimeva le cariche di correttore, di consolare e di preside, inviando in ogni città un governatore col titolo di duca, dal quale non si appellava che ali' esarca.
   Poco appresso i Longobardi guidati da Alboino invasero la Venezia, poi Spoleto nel 570, Benevento nel 571, quali città costituirono capitali di due ducati. Tutto il Piceno fino ali'Aterno che cominciava a nomarsi Piscaria, fu unito a quello di Spoleto per opera di Ariolfo figlio di Fa-roaldo, che ne fu primo duca circa il 591, e la nostra provincia vi rimase sino alle conquiste de' Normanni, mentre l'Apruzzo citeriore, già compreso nella provincia del Sannio, venne aggregato al ducato Beneventano. Quindi vennero aboliti i piccoli ducati eretti da' Greci, si stabilirono le contee e i castaldati, da' quali prendean nome i varii territorii. L'antico Pretuzio formò una contea sempre intitolata Aprutii o de Aprutiq. Terni al contrario ebbe un castaldato, che dicendosi Castaldatutt Teramnensis, fu da molti, fra quali il Giannone, scambiato con Teramo. Tali denominazioni rimasero inviolabili e citavansi negli atti pubblici, terminanti
   r) In Francia conservans'istroineuti, nei quali alcun contraente dichiara di non saper scrivere perché nobile; ed Eribaldo conte del sacro palazzo dell'imperatore Ludovico II, in una sentenza a favore del Cenobio di Casauria di Decembre 874, riportata nel Cronicon di esso, segnasi colla croce propler ii/noranliam literarum.
   P. PALMA, Opere complete $

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