Di PANCRAZIO PALMA 71
padroni di Bari e delle Calabrie, empivano di disastri i principati di Benevento, di Salerno, e di Oapua. Ludovico II figlio di Lotario giunse a scacciarli da Matera, da Venosa e da Bari. Di ritorno, passando nel territorio dell'antico Interpromio parte comprò nell'871 da un tal Lisenando, pél prezzo di dieci libbre d'argento, parte ebbe in permuta dal vescovo di Penne nell'873, un'isola formata dalla Pe-scara, e vi fondò il celebre monistero di Casanria. La principessa Ermengarda sua figlia suscitò in seguito l'altro di S. Clemente a Vernano, presso Castelbasso. Nell'anno 871 lo stesso imperatore aveva deposto Lamberto dal ducato di Spoleto, sostituendogli Suppone IL Trovoss'in Penne nel marzo 873, celebrando la pasqua nel suo Casauriense ceno-bio, cui poscia da Olona confermò i possessi per Camermuin Gomitatimi, nec non in Firminum, Aprutimim, Pinnimem ec.
Dopo Ludovico II. perderono gl'Italiani il vantaggio della residenza dei loro re, meno pochi intervalli durante i regni di Berengario I., duca del Frinii, di Guido e Lamberto duchi di Spoleto dall'888 al 924 in lotta però prima con Arnolfo re di Germania e poi con Ludovico III, il quale da Pescara confermò ai 21 Ottobre 917 alla Badia di Casalina le libertà e proprietà.... nelle contee di Fermo, di Ascoli, di Apruzio, di Penne e di Teate: come pure di Berengario Marchese d'Ivrea dal 950 al 961.
Seguitarono i Saraceni, stabiliti nelle rive del Garigliano, a fare incursioni e devastamenti nell'attuale nostro regno, durante il nono secolo, e sappiamo dalla cronica di Casau-ria che saccheggiarono quel monistero, distruggendo i suoi castelli e casali, e da quella di Farfa che l'abate fortificossi in S. Vittoria, allorché gli arabi depredarono la contea fer-inana. JSTell'839 devastarono Ancona, ed ogni tanto ripeterono incendi e saccheggi de' luoghi marittimi sino ad Otranto; finché avendo papa Giovanni X risoluto di snidarli dalle rive del Garigliano invitò l'imperatore Berengario, il quale aveva vinto e fatto abbacinare il germanico Ludovico III, a scacciameli. I nostri maggiori, insieme cogli altri sudditi del ducato Spoletauo, intervennero alla gloriosa impresa, avvenuta circa il 91(5, o 917. Eimase Berengario pacifico