1)1 PANCRAZIO PALMA J9
stito da molti assessori; ad istanza del vescovo aprutino, che richiedeva la restituzione del castello di Civitella occupato da' monaci di S. Salvatore a Cozzino, dipendenza di S. Salvatore di Eieti e la proprietà del monistero medesimo. Comparve il Itietiuo abate; ma lungi dal difendersi con carte o con testimonii, adirato per la citazione avuta, con ingiurio rispondeva al giudice ed al vescovo, asserendo non avere carte né avvocato, e non volerne altro che S. Salvatore. Ammonito dal giudice, che gli offrì una dilazione, l'abate sorse adirato, protestando che egli non avrebbe ubbidito ad alcun ordine. Lacerò il placito, montò a cavallo con molti uomini minacciosi, stringenti la guardia delle loro spade, e partissi. Allora il conte, preso consiglio dal suo giudice, pel bastone che aveva in mano diede al vescovo il possesso del castello. L'atto che noi diremmo verbale, porta la data di luglio 1057. E' pare che nonostante tale decisione il vescovo non ebbe il castello, giacché il Brunetti ci conservò nelle sue schede altro placito celebrato da' messi di Goffredo il barbato duca di Spoleto, di Lorena e marchese di Toscana in territorio Apruziense presso il castro di S. Flaviano. Ivi comparve il vescovo e Cono di Gisone suo avvocato, reclamando il controverso castello colle sue pertinenze. Comparve l'abate Pietro. Si ascoltarono in presenza di lui, del vescovo e di molti assessori, vari testimoni di Apruzio e di Ascoli: e fu deciso che il castello colle adiacenze appartenesse al vescovo, emanandosi di ciò bando da parte del re e del duca, stabilendosi la penale di 100 libbre d'oro contro gl'inobbedienti, metà a profitto del regio e ducale fisco, metà a vantaggio del vescovo. La data del placito è di marzo 1005. Più canonici di Teramo ed altri di S. Flaviano lo sottoscrissero. Quando la dispositiva fu letta da Giovanni giudice e notajo tutti lodarono, e dissero che si era giudicato per legge. Anche iu altro decisioni di quell'epoca si trova quest'applauso degli astanti; onde i giudizi si appellarono anche Laudi.
Morto Ottone III. nel 1002, gli successe nel germanico regno Errico di Baviera. Gl'Italiani però, nella dieta di Pavia, si elessero re Ardoino marchese d'Ivrea; ma per le