P. PALMA, Opere complete,
CAPITOLO VI. Stabilimento del regno attuale. Normanni.
Non doveva io descrivere le avventure dei Normanni e di Tancredi co' suoi dodici figli, quattro dei quali ebbero con diversi possessi in Puglia ed in Calabria, il titolo di conti di Puglia, cioè Guglielmo nel 1007, Drogone nel 1013, Unfredo nel 1010, Goffredo nel 1031, fin che Eoberto Guiscardo, circa il 1034, si nominò duca di Puglia, e di Calabria, nell'atto che Ruggiero rosso reggeva la kSicilia. Nemmeno mi farò a notare le loro successive conquiste, sino all'arrivo di essi nella nostra provincia, lo che avvenne nel 1079, quando Ugone Malmozzetto invase e quasi distrasse l'abbadia di Casauria. Al contrario prese sotto la sua protezione l'altra di Carpinete. Il cronista di questa ci avverte che Malmozzetto s'impadronì dell'intera contea di Penne, e la governò sino alla sua morte, avvenuta nel 1097, sotto la dipendenza però del conte di Loretello, che intitolava se stesso conte de' conti. Si arguisce che i Normanni avessero occupato l'Apruzio circa il 1078 ed assoggettato i vari dinasti, andandosi estendendo nella prossima contea ascolana. Or siccome tanto le due di Penne e di Apruzio, che quella di Ascoli facean parte del ducato di Spoleto, del quale i Papi avean ormai la sovranità, così S. Gregorio VII scorn-municò i Normanni, retti allora da Guglielmo nipote del Guiscardo. Per questo anatema e per intestine discordie si arrestarono, ritenendo però i castelli già occupati. Questo fatto fissò l'irregolare confine, che ci separò allora dalla marca Eermana, parte del ducato Spoletino; rimanendo le