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qiwlfacilis est inventis addere, o come oggi dicesi, il progresso. Non altrimenti le antiche civiltà poterono finire che per distruzione o per assoggettamento a popoli rozzi e barbari. Così fu per l'Assiria, per l'Egitto, pel Eomano impero. Ad ogni modo tutt'Europa (meno l'impero d'Oriente, il quale parte almeno serbava delle antiche scienze) giaceva nell'ignoranza, e peggio trovavasi l'Asia minore e l'Africa, nelle quali un tempo letteratura, arti, commercio, opere pubbliche ammirande rendevano floride mille città, poi distrutte o schiacciate da una nazione stupidamente barbara. Eppure questi fanatici conquistatori, cui l'alcorano comandava l'apostolato della sciabola, erano per assoggettar l'intera Europa e toglierle per sempre lo scettro dell'universo. Quale avvenimento arrestò quello spaventevole progresso, ridonò all'Europa la sua dignità, ed in seguito quella superiorità, di cui gode sulle altre parti del mondo? Le Crociate io asserisco. Sono state queste calunniate fino ad asserirsi che erano dirette a convertire i Maomettani. Ma non si pensò allora, menomamente a tutto questo. Gli Europei furono scossi, è vero, dai patetici racconti delle sevizie de' Musulmani, sì verso gli antichi abitanti della Palestina, che verso i pellegrini che la pietà spingeva ai santi luoghi, non che dalle rimostranze del patriarca di Gerusalemme e dello stesso greco imperatore. Contuttociò lo scopo che si prefissero non fu già di respingere i Saraceni fino ai nativi deserti, e molto meno di ridurli cristiani, ma solo di scacciarli dall'antica Giudea, restituendo i dritti civili ai legittimi padroni del suolo; loro dando un governo proprio ed indipendente (presso a poco a simiglianza di quello che si è fatto per la Grecia a' dì nostri). Il solo vendicare i torti dagli Europei viaggiatori ricevuti, anche secondo il vigente dritto delle genti, era un giusto motivo di guerra. Né con ciò io intendo approvare o dissimulare i disordini commessi da crociati, comuni a tutte le armate di quella e delle antecedenti età, in cui la militar disciplina era sconosciuta, in tempo particolarmente d'invasioni, eseguite da popoli diversi, congregati senza essere assuefatti all'assoluta autorità di un capo. Questa spedizione intanto produsse all'Europa i seguenti