t)I PANCKAZIO PALMA §9
in Penne Alanno; oltre Para, Isola e Bolognano in Tele, Chiido episcopus Aprutii disse che teneva in Apnttio Teramo, S. Benedetto, Oaprafico, Forcella, Lavarono, Eipa, Toronto (forse Tortoreto), Colle vecchio, Miano; ed in Penne Luco. Ma non solo il conte Roberto de Aprutio teneva vassalli e subvassalli, che aveano cioè ricevuti feudi da baroni di 2.° ordine, che a lui prestassero servizi nella contea di Penne, ma anche in quella di Ascoli. Tali erano i signori di Lisciano, di Collucro, di Luco, di Foliguano, di Faraone, di Macchia, di Mozzano: oltre i feudi da Matteo conte aprutino con testamento donati a Presbitero vescovo ascolano, che costui si fece confermare da Corrado con diploma del 14 marzo 1150, e da Federico Barbaròssa con altro privilegio de' 18 settembre 1185, nei quali si deve notare il dominio sul castello di Spinetoli. I signori di Monsainpolo e Monte Donneilo al contrario, sebbene di là dal Tronto, sono riportati in Aprutio; come lo sono anche in una donazione fatta da Corbone al Monistero di S. Mauro al Tronto nel 1050, terminante col solito Actum in Aprutio, di terreni siti in territorio Apruziense e Fermano, da che il territorio dell'antica Cupra e di Truento di là del Trouto sotto di Mon-sampolo fino al mare, erano annessi alla contea di Fermo. I paesi già sottoposti ad Ascoli, e conquistati da' Normanni si dicono non pertanto esistenti in Asculo; tanto ancora si rispettavano le antichissime divisioni per agri, poscia per diocesi, indi per contee.
Può dalla mostra desumersi il valore di ciascun feudo e la potenza del rispettivo signore, poiché viene indicato dal numero dei militi dovuti al re per guerresche imprese, equiparandosi ogni cavallo montato a venti oncie di rendita.
Un'altra storica induzione si ritrae dal notamente, ed è che se in questi tempi sorgevano i cognomi de' baroni dai nomi de' loro feudi, alcuni di questi al contrario lo prendevano dai signori, specialmente quelli di noine gene-
avanti la curia del re, ove fu citato l'usurpatore a' 6 Decembre 1171 o circa, giusta la cronica di Casauria; perciò non poteva rivelare nel 1150 un paese non fondato, ma che avrebbe notato se la rassegna fosse stata del 1187.