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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   M PANCBAZIO PALMA
   deciferare la origine vera di essa: poiché Acquaviva della Marca nella rivela è annoverata fra i possessi immediati del conte aprutino; Acquaviva presso S. Omero, sempre a questo unita, si dice posseduta da Gualtiero di Kainaldo, in suffeudo dal conte, tassandosi S. Omero per 5 militi, ed Acquaviva per 1. Anzi fu poi conceduto dall' imperatore Brrigo a' 10 aprile 1195 a Maestro Berardo arcidiacono d'A-scoli Castrum Sancii Omeri cum villa quas Aquaviva mmcupatur, coi dritti di Kiccardo di S. Omero, cioè dell'antico dinasta, il quale dal paese soggetto cognominavasi. Nessuna menzione v'è di Acquaviva nelle pertinenze di Atri, che dovea essere inclusa nel tenimento di detta città, tutto immediatamente soggetto al conte. Dunque se questa nobilissima prosapia avea nel secolo XII preso il nome del paese soggetto, non fu questo alcuno dei menzionati. Trovansi però nella mostra, dopo Oderisio di Pagliara o di colle-Pietro, Bogerius de Aquaviva et Henricus tenent de eodem Oderisio Aquam Vivam in Penne, quod est, sicut dixerunt, feudum dimidii militis. (Bor. pag. 129). È credibile che da questi due molti di tal predicato sorgessero, rispandendosi pei paesi superiori vari dei quali furono da essi in seguito dominati; sebbene taluni potessero esser dinasti o nativi di Pagliarolo che chiamavasi anche Acquaviva. Vedremo i loro discendenti figurare nella rassegna del 1279, e quindi daremo contezza delle altre famiglie intitolate di Acquaviva, che abbiamo potuto risapere, e dei due rami, i quali nel 1195 dall'imper. Brrigo ebbero i, feudi di Leone di Atri. Questo stesso però neppure possedeva nel tempo della rassegna quelli di cui furono investiti i suoi generi Kainaldo e Fortebraccio, giacché Forcella fu rivelata dal vescovo, Castelvecchio da Trasmondo, il quale tenea anche Morrò in Aprutio e Balbiano in Penne; Gualtiero de Podio rivelò Cantalupo, Oderisio di Bisenti si professò possessore di Bisenti e Bacucco, Giacobbe e Kainaldo de liipa si mostrarono per Ripa (Grimaldi), Gui-glielrno di Scorrano per Scorrano in Penne, sottoposto a Bo-rello di Cellina.
   Non vien rivelata la signoria di Pagliara, ma i vari paesi di essa vengono dichiarati da Oderisio di Collepietraro,

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