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in modo che nella rassegna costui, dopo aver detto di possedere in Batta Oarapella e Ci vita (forse lìetenca), rivela confusamente Tossicia feudo di 2 militi, Forca di 1, Castelli di 2, Oollalto di 1, Basciano di 1, Aquilano di 1, Oerretta di 1, Isola di 2, e Pagliara di 1. Pare che quest' Oderisio fosse capo di uno de' tre rami della famiglia di Oollepietro. Gli altri due erano Galgano fratello, che rivela in Batta Oaprozzano ed in Penne Oastiglione, Pesco, Appigliano; e Gualtiero di Gionata che ratteneva il feudo avito di Colle Pietro. Coinè suflfeudatari del sudetto Oderisio Trasmondo e Berardo fratelli dissero tenere in Penne il castello di Castagna, feudo di un milite, e Ruggiero con Erpico- Acqua-viva in Penne. Intanto è certo che la famiglia di Pallearia esisteva prima. Signoreggiando i nomati paesi preferiva di risedere in Pagliara perché castello quas'inespugnabile, e di cui si scernono ancora notabili avanzi e la chiesa nel comune d'Isola; né altri baroni risedevano nell' intera valle, tranne i riferiti di Castagna e di Acquaviva. Da detta famiglia Pallearia era sorto Oderisio abate di S. Giovanni in Venere e da essa nacque S. Berardo, che essendo monaco in detto monastero, nel 1116 fu tratto al vescovado Apru-tino, eletto dai canonici, chierici e magnati, secondo il costume della nostra chiesa in quel tempo. Altro Oderisio di Pallearia era giustiziere del re lìuggiero nel 1148, e dev'essere quello stesso che rivelò i feudi sotto l'altro suo predicato de Collepetrano, sebbene in un laudo, o giudizio tenuto presso Pescara si firmò Ego Oderisius de Pallearia domini regis justitiariiis. ')
l) Stimo qui riportare altro notizie della nobilissima famiglia. Un terzo Oderisio morì cardinale ed abate di S Giovanni in Venere nel 1204, ohe i a due bolle pontificio vien detto fratello di Gentile di Pallearia. Nel suo epitaffio però si appose il cognome de Colle-petranis, dal che può arguirsi che quei signori indifferentemente si dicevano di Colle Pietro e di Pallearia. Nel seguito pare che abbiano preferito il secondo, giacché nel 1195 s'incontrano Manerio, e Gentile di Pallearia conti di ManoppeUo. Quest'ultimo nel 1199 era custode del rogai palazzo di Palermo, nell'atto che Gualtiero loro fratello, arcivescovo di detta città era gran cancelliere del regno, nella minore età di Federigo II. In tale qualità si ribellò al pontefice tutore, lasciò Palermo, unissi in Puglia ai Tedeschi ed ai Ghibellini. In una bat-