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Biporte ..............615 lili
Vari signori di fendi della presente provincia risedevano nella contea di Batta, la quale apparteneva al principato di Capna, mentre le due nostre erano annesse al ducato di Puglia, come Oderisio di Colle Pietro, il quale pe' paesi posseduti in Penne, una co' suffeudatarì promise
circa................25 ' 50
Altri per Castelvecchio, Oerrito, Preturo, Castiglione, Pesco, Bocca di Cerbero, Elice, Vicoli, Cluviano, Pietranico, Corvara, ed altri minori o scomparsi paesi esibirono circa .... 38 78
Totale circa............078 1239
Si può dall'intero contesto del documento argomentare che la nostra provincia non era poi né sì povera, né sì spopolata, come si crede che fosse in quel secolo, annoverato tra i barbari, se potev'armare tanti cavalieri e tanti fantaccini. Si può anche notare che la contea de Aprutio era in quel tempo la più potente, non solo degli attuali Apruzzi, ma di tutto il regno; mentre nessun'altra offrì un pari contingente. Ragguardevoli erano i conti di Celano, di Manop-pello, di Sangro. Eppure il 1.. promise nomini armati tra cavalieri e servienti 334; il 2.. 702; ed il 3.° 073.
Teramo adunque, sebbene capo della contea aprutiua, non perciò era dal dinasta di Apruzio posseduto; che il vescovo ne avea il dominio, e presentossi alla rassegna di propria autorità, non come dipendente dal conte. Ma su di altri paesi, oltre i rivelati, avea giuste pretese, come rilevasi da una bolla di Papa Anastasio IV. de'27 novembre 1153 colla quale si fece confermare i feudali domini; tuttocchè nella mostra riferita non avesse offerto per essi, perché non li possedeva. Tali erano il suburbio di S. Flaviano, Montone, Pereto, Turano, Monticello, Cantalupo, Civitella (a mare) Cologna e parte di Bozzino. Osserva il nostro storico che simili diplomi di conferma si procuravano più che mai pei litigiosi dritti, onde non pregiudicarsi, nella speranza di ricuperarli. E nel mentre il vescovo aprntino l'otteneva