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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   DI PANCBAZ1O PALMA 95
   dal pontefice, quello di Ascoli se ne procurava uno dall'imperatore Lotario, e vi comprendeva Colpagauo, Lempa, Selva grossa, S. Egidio, detto allora Ilgium, Faraone, Eipa, Fu-ciguano, Oarrufo, Oolonella, che meno i due ultimi veramente, appartenevano alla contea di Ascoli prima delle conquiste de' Normanni dopo le quali furono sempre sottoposti all'aprutino conte, ed indi rimasero incorporati alla nostra provincia; non ostante altre posteriori bolle d'oro degli alemann'imperatori susseguenti, e dello stesso Errigo di Svevia, anche dopo coronato re in Palermo.
   Dobbiamo ora parlare della seconda distruzione di Te-ramo, operata nel 1155, giusta l'antica Leggenda di S. Be-rardo, dal conte di Loretello ribellata al re Guiglielmo I ch'era succeduto a Euggiero, morto a' 26 Febbraio 1154. La cronica di Oarpineto ci narra che associato costui a molti altri, perturbò tutto il paese, dalla quale perturbazione rimasero distrutti i castelli, disertate le ville, abbattuti i monasteri. Tale era la confusione del popolo che appena uno si poteva ritrovare esente dalla guerra; tanto era l'avidità de' satelliti di saccheggiare. La cronica di Casauria soggiunge, che detto conte, fellone verso il re suo cugino, si sottomise all'imperatore Federico I.; e quindi, mancatogli il soccorso di costui, con peggior consiglio chiamò in suo ajuto l'imperatore di Costantinopoli, al quale promise dare in mano le città marittime di Puglia. Coi ricevuti soccorsi continuò a mettere in soqquadro il regno, già da tanti partiti desolato, che ninno poteva oltrepassar con sicurezza la soglia della propria casa. Anche la cronica di S. Stefano in rivo maris (ap. Eomanelli), narrò che il monistero con tutte le sue terre cominciò ad essere turbato nell'anno 1155 da Eoberto conte di Loretello. Ma venuto da Palermo Guiglielmo I. disfatti i rivoltosi, assediati i capi conti di Loretello e di Eupecanina, nel giugno 1156 in Benevento, loro accordò di poter uscire dal regno. Eicoveraronsj, come era naturale, nella Marca di Fermo, ove allora ricouoscevasi l'alto dominio dell'imperatore Federico Barbarossa, mentre la città di Ancona era in potere de' Greci; e ben, quattro volte invasero la nostra provincia, e quattro volte ne furono

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